VYATKA-MOLOT

No, non ho fatto un clamoroso errore. Quella che vedete nelle foto in alto, sebbene possa sembrare assurdo, non è una Vespa, bensì...una Vyatka! Già, perchè la storia della produzione industriale in Unione Sovietica è costellata di numerosissime copie di prodotti occidentali, dagli orologi alle macchine fotografiche, dalle armi agli aerei, per finire, appunto, ad auto e moto. Tuttavia, vedere una copia pressochè perfetta dello scooter italiano più conosciuto nel mondo, è quanto mai sorprendente! Ecco la sorprendente storia di questa marca (gran parte delle foto sono tratte dalla rivista "Motociclismo"). 

Gli inizi: la Vespa russa!

  vyatkfactb.jpg (8555 byte)  vyatka-bn.jpg (19168 byte) P3256303.jpg (21413 byte) P3236211.jpg (23591 byte) 

La VPMZ di Vyatskie Polyany, in Siberia, fu fondata nel 1940 per la produzione di armi (prima foto in alto). Dopo la guerra, fu riconvertita alla produzione civile: vi si producevano principalmente grammofoni (!), ma anche gabbie per animali selvatici e forbici per tosare le pecore (!!!!). Da questo tipo di produzione, completamente differente, nel 1956 si passò agli scooter, a causa del calo di vendite dei grammofoni: il modello prescelto, appunto, fu la Vespa 150 del 1954. La "Vespa russa" fu battezzata Vjatka "VP-150" (ultime tre foto in alto), ed era un clone perfetto del modello italiano: cambiavano le ruote, di misura differente (4.00x10") per adattarsi meglio alle tremende strade russe, e lo spessore della lamiera fu aumentato, sempre per lo stesso motivo. La velocità massima era inferiore, 80 km/h, così come accelerazione e ripresa, a causa del peso maggiore, e la costruzione era decisamente meno accurata, con saldature piuttosto grossolane; tuttavia, era un veicolo fondamentalmente robusto, anche se in misura inferiore rispetto alla Vespa originale. In Russia, a causa della completa chiusura del Paese al mondo esterno, si pensava addirittura che fosse la Vespa ad essere copiata dalla Vyatka...potenza della propaganda!

vyatk-II.jpg (24561 byte) vyat-ad.jpg (14037 byte) Vjatka1975-02.jpg (30875 byte) vyatk-II-eng.jpg (13062 byte)   

La produzione della "Vespa russa", tuttavia, fu relativamente limitata: 300.000 esemplari fino al 1965, anno in cui fu sostituita dal Vyatka "V-150M" (quattro foto in alto), completamente differente, provvisto dello stesso motore copiato dalla Vespa, ma adattato in posizione centrale (con uno strano "arrangiamento", come visibile nella quarta foto) e con trasmissione finale a catena. Totalmente nuovo era anche il telaio, in tubi anzichè a scocca portante, ricoperto da pannelli in lamiera, in stile "lambrettistico"; le sospensioni erano dotate di doppio ammortizzatore, sia davanti che dietro, e probabilmente erano più adatte a sopportare le strade russe, anche in virtù della maggiore escursione. Questo modello fu prodotto anche per aggirare le proteste della Piaggio, e perchè anche in Russia si era manifestata qualche perplessità riguardo al tipico sbilanciamento indotto dal motore laterale della Vespa.

vyatkavp150m-bn.jpg (13058 byte) Vjatka20Type201502001.jpg (16412 byte) viatk24elektro.jpg (13087 byte) 

Il "V-150M" (nella prima foto in alto, il prototipo, con le frecce incorporate nel manubrio anzichè nello scudo, e nella seconda foto, un altro esemplare) fu aggiornato nel 1973 con l'adozione dell'accensione elettronica; la produzione cessò definitivamente nel 1979, dopo una produzione complessiva di oltre un milione di pezzi. Nella terza foto, una versione a motore elettrico: del "V-150M" rimangono soltanto la carrozzeria ed il telaio, debitamente adattati. 

 

Modelli recenti

  strish-3.jpg (11856 byte) molot_strizh.jpg (26102 byte) 20-01.JPG (12032 byte)

La produzione motociclistica della VPMZ (che ha cambiato nome in "Molot") è ricominciata solo nel 1999, con uno scooter 50 cc. denominato "Strish" (prime tre foto), con motore della tedesca Simson, due tempi raffeddato ad aria senza ventola e con cambio a quattro marce, di chiara derivazione ciclomotoristica. Tale motore (quarta foto), le cui linee di produzione sono state acquistate dai russi nel 2002 in seguito alla chiusura della fabbrica tedesca, viene fornito anche ad altre Case costruttrici. 

Ad ogni modo, dopo averci inizialmente provato, i Russi sono tornati sulla loro strada, smettendo di "clonare" la Vespa e cercando di produrre veicoli propri. Evidentemente, anche loro si saranno accorti che una copia non è mai come l'originale...specie se si cerca di copiare lo scooter più famoso del mondo!

Foto tratte da Motociclismo, , www.scootermaniac.org 

 HOMEPAGE