TULA

Per chi non lo sapesse (ed è più che lecito non saperlo...), nell' austera Russia si sono prodotti anche scooter, per di più con abbondanti e vistose carrozzerie tipicamente anni '50. Nonostante sia una Casa "minore", ci occuperemo quindi della Tula in quanto appunto unica costruttrice di scooter in Russia (anche se per un certo periodo c'è stata anche la Vjatka, una copia pressochè perfetta della nostra Vespa!), nonchè di veicoli a ruote panciute piuttosto "singolari" (per non dire altro...), se non altro i più originali nel panorama motociclistico russo, votato al conservatorismo più assoluto. 

 

Gli inizi - Il "Tulitza": lo scooter dei russi

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La "Tula" (ufficialmente TMZ, "Tula Motorzikly Zavod") nasce nel 1955 nell' omonima città, ed il primo modello prodotto è quello ritratto nelle prime due foto in alto (oltre che nella foto di apertura): lo scooter "Tulitza 200", che altro non era se non la copia russa di un grosso -e strano- scooter di produzione tedesca, ovvero il Glas "Goggo-Isaria" (dal soprannome del nipotino del fondatore Hans Glas e dal nome del fiume Isar, in Germania), nella terza foto in alto, caratterizzato da una carrozzeria inusuale, piuttosto ingombrante ma non per questo spiacevole. Il "Tulitza 200", così come il suo "ispiratore" tedesco, presentava una meccanica in parte poco scooteristica: il motore (quarta foto in alto), 200 cc. quattro marce da 10 cv, era sì raffreddato ad aria forzata, ma era posizionato centralmente, con trasmissione finale a catena di tipo motociclistico. Inoltre, c'era la comodità -oggi consueta, ma allora non certo diffusissima- dell' avviamento elettrico.

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 Il progetto era valido, tanto che, oltre ad ottenere un buon successo negli USA, il Glas "Goggo-Isaria" fu copiato appunto dai Russi, che ne mantennero fondamentalmente invariate le caratteristiche di base. Il "Tulitza" russo è uscito di produzione verso la fine degli anni '80, dopo alcune leggere modifiche, per lo più di ordine estetico: nelle prime quattro foto in alto abbiamo il Tula "Turist 200" del 1967, mentre nella quinta foto abbiamo l'ultima versione del 1987. 

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Con la stessa meccanica del "Tulitza", venne anche ricavato negli ultimi anni '60 un prototipo di spartana microvettura a tre ruote, denominata "Zaika", nella prima foto in alto, capace di una velocità di appena 50 km/h. Naturalmente, come per tutte le moto made in Russia, dal "Tulitza" è stata ricavata anche una versione motocarro, denominata "Muravey", ovvero "formica" (seconda foto): è l'unica versione del "Tulitza" prodotta ancor oggi (terza foto). 

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L'originale (e forse troppo "da capitalisti", per i canoni sovietici...) "Tulitza" venne definitivamente sostituito dal veicolo nelle tre foto in alto, destinato a tutt'altro uso: il "5.251", moto a ruote panciute studiata per l'utilizzo su terreni difficili, in particolare nei "sovkoz" e nei "kolkoz" (ovvero nelle tenute agricole). La meccanica è la medesima, la trasmissione finale è sempre a catena sigillata, ma sospensioni e telaio sono di tipo prettamente motociclistico. In parte, questo veicolo (tutto sommato "un tipo"...) può essere assimilato al Suzuki RV 90 degli anni '70, molto simile per tipologia, nonchè al nostro Fantic "Koala" degli anni '80, un veicolo che ottenne un buon successo nelle metropoli italiane.

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In alto, due immagini scattate (male) dal sottoscritto, al Salone di Milano del 1995. La prima ritrae un veicolo simile al precedente, ma con motore Franco Morini di 50 cc, mentre la seconda ritrae, per quello che si può vedere (la foto fa abbastanza schifo...), un modello di 200 cc, ma con un' estetica leggermente più moderna.....come dite? Non ve ne frega niente della moto, perchè stavate guardando altro? Vorrei ben vedere! I veicoli esposti dalla Tula stridevano da morire con le splendide hostess russe, chiamate all' ingrato compito di  promuovere gli spartani prodotti della fabbrica connazionale. E a pochi metri di distanza, le più fortunate colleghe italiane posavano su Harley, Yamaha, Suzuki e similari...Comunque, ritornando a noi, questi due prototipi (ciò, per il secondo, è sicuro) non hanno avuto seguito produttivo; come "fun-bike" potevano andare bene...ma sto ancora pensando a che cavolo me ne frega di queste moto...

 

Modelli attuali

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    Difatti, concludiamo questa breve dissertazione su questa istrionica Casa (e sulle sue hostess), con due "perle" attualmente prodotte. L' orripilante veicolo ritratto in alto a sinistra si chiama "Vepr" (in russo significa "cinghiale", difatti è davvero brutto!). Non credo che gli ingegneri russi siano tutti astemii, anzi: penso che abbiano fatto bagordi nei loro studi, ingozzandosi di vodka e progettando per scherzo un' "enduro" diabolicamente simile alle  motociclettine elettriche della Chicco. Motore 200 cc. raffreddato a ventola (derivato dagli altri modelli), ruotine da 16 (o, più probabilmente, 14) pollici, e comincia l'avventura (ma non si sa come finisce). Per non parlare della scritta sulla sella...veramente un aggeggio del genere partecipa a dei rally (o raduni)? Nella seconda e terza foto in alto, invece, la nuova versione del "5.251" (battezzata, in maniera ancor più chiara, "5.952"...) e la versione tre ruote, appena più accettabili, anche se sempre piuttosto...singolari. 

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  Per lo scooter nelle prime tre foto in alto, invece, non ci sono santi che tengano...il bello è che questo "coso" si chiama "Fregat", il che conferma che non ci sono speranze residue per chi l'ha disegnato! Più simile ad un lavandino che ad uno scooter (e sono generoso, perchè potrei citare altri sanitari di casa...), il "Fregat" -ammettendo che ci sia qualcuno disposto a fregarselo!- è equipaggiato con uno strano telaio con disegno ad arco (pare un cavalluccio a dondolo...), dotato di una singolare sospensione anteriore a parallelogramma, e di un 50 cc. raffreddato ad aria (non forzata), con un classico cambio manuale, di origine ciclomotoristica (prodotto dalla ZID). Con lo stesso sciagurato nome e la stessa meccanica (ma è disponibile anche un motore italiano Franco Morini), è stato anche presentato il veicolo nella quarta e quinta foto in alto, decisamente migliore anche se sempre un pò troppo "originale", e paragonabile come tipologia al nostro Gilera "DNA"...che, difatti, non è certo in cima ai desideri a due ruote del sottoscritto. 

Per finire in bellezza, in alto, un' eloquente immagine del "5.952" di 200 cc, nella sobria e discreta (come no...) colorazione celeste/fucsia. A dir poco bestiale il cupolino (meglio dire cupolone) modello granturismo; anche la meccanica, con l'alloggiamento della ventola verniciato in bianco, sembra avere dimensioni spropositate. Un vero monumento al kitsch, con tanto di piedistallo: provate ad andare in centro con quest' affare, e riaprono i manicomi apposta per voi. Spiacente, ma di fronte a tanto, è meglio ripensare alle hostess! 

Alcune foto tratte da www.mcasta.ru , http://www.roadracing.50megs.com/tula.html , http://www.medport.ru/USSR/chapters/chap_02.htm , www.scootermaniac.org 

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