
MINSK
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Fino alla fine degli anni '90, in Italia, per quanto riguarda la categoria delle moto 125 cc., i nostri sedicenni avevano un infinità di scelte (oggi molto più limitata). Cagiva, Aprilia, Gilera erano i nostri sogni da 170 all'ora e anche oltre...e in Russia? Beh, ahimè, i giovani russi, fino alla caduta del regime, non potevano scegliere granchè. C'era, difatti, solamente una 125 (e non certo memorabile): la Minsk, che, nonostante la tecnica non certo esaltante, è stata molto importante per la motorizzazione di massa in Russia!
La Minsk venne fondata nel 1945, durante gli ultimi mesi dell'occupazione nazista. Il primo modello prodotto, la "M1A" (prima foto in alto), prodotta anche a Mosca con il marchio "Moskva", era copiato a sua volta dalla tedesca DKW "RT 125", modello che ispirò molte altre moto dell'epoca, non solo russe. Nella seconda foto in alto, invece, una versione successiva della "M1A", con una sospensione anteriore differente. Nella terza foto, la "M-101" del 1958, rinnovata nell'aspetto, ma meccanicamente invariata.
Dalla "M1A" vennero anche ricavate alcune versioni da corsa (prima e seconda foto in alto), che vennero equipaggiate anche con raffreddamento a liquido e compressore volumetrico (!), per una potenza di 16,5 cv per 123 km/h. Nella terza foto, invece, la Moskva "M1-SHCH" del 1951, sempre di 125 cc, ma con motore a 4 tempi bialbero.
Quella che vedete nelle prime due foto in alto è stata invece l' unica 125 a disposizione dei giovani russi fino ai primi anni '90: la "Aist" (credo che significhi "cicogna", animale rappresentato dal marchio sul serbatoio), che andò a rimpiazzare la vecchia "M1A" a partire dagli anni '70. Il motore -naturalmente a 2 tempi- è privo di lamelle e valvole allo scarico, il cambio è a sole 4 marce, la potenza di 10 miseri cv, l'alimentazione a miscela...unico punto a favore, l'accensione elettronica (anche se al giorno d' oggi l' accensione elettronica ce l'ha pure il più plebeo dei motorini). Notare inoltre la "finissima" sella rivettata (altro che selle Brooks inglesi!). Provate a fare un pò un confronto con un' Aprilia RS...ma forse non è nemmeno il caso di parlarne, per umana pietà. Nella terza foto -udite udite- la versione "enduro" (le virgolette sono d'obbligo), con "ben" 14 cv di potenza!
Eppure, con le Minsk 125 sono state realizzate imprese impensabili, come la scalata del ghiacciaio Fedscenko, nella catena montuosa del Pamir, ad oltre 3000 metri di altezza (prima foto in alto)! Naturalmente, la moto era preparata allo scopo con pneumatici chiodati da speedway, ma, a parte questo, era praticamente immutata rispetto alla versione stradale! Nella seconda foto, invece, una moto da speedway dotata di motore Minsk 125: è la LMS "3.752", prodotta nel 1979, pesante appena 55 kg, e destinata alle gare juniores. Certo non il massimo, ma questo passava il convento...I motori Minsk 125 equipaggiavano anche la quasi totalità dei go-kart utilizzati nei campionati sovietici; ora sono utilizzati solo nelle categorie minori, in quanto sono disponibili motori molto più moderni prodotti in Europa. Nella terza foto, una versione da cross: nonostante le apparenze (ed alcune evidenti modifiche come il faro), il mio amico estone Vootele mi riferisce che non è un esperimento "fatto in casa", e che è stata realizzata direttamente dalla Casa. Certo che ci vuole una fede notevole per crederci...
Durante gli anni '80, la Minsk (sigla completa MMVZ) sfornava 240.000 moto all' anno; ora, dopo la crisi post-sovietica, ne produce "solo" 40.000 all'anno. A tutt'oggi sono oltre 6 milioni gli esemplari di moto prodotti dalla fondazione della fabbrica, e ben oltre 20 milioni le biciclette. La "Aist" è stata blandamente rimodernata con serbatoio e fiancatine in vetroresina anzichè in metallo (ora si chiama "Sputnik" o "Lider" a seconda delle versioni, nelle quattro foto in alto), per il resto -a parte il miscelatore automatico- è quasi completamente immutata. Di recente, ne è stata presentata anche una versione con motore a quattro tempi (probabilmente di origine asiatica, nella quinta foto). Alcune versioni hanno anche un piccolo cupolino. Ok, in fondo sono veicoli utilitari...l' unica cosa che continuo a non capire, è come diamine facciano i russi -notoriamente "ben piazzati"- ad andare in giro su tali motorette, visto che queste hanno un interasse ben inferiore al metro e 30 (ossia poco più di una Vespa PX). Quando si dice "moto fatte per il popolo" (come no)! Tuttavia, sono ancora tantissimi i russi -e non solo loro- che circolano su queste moto. Addirittura, esiste un "club Minsk" in Vietnam (!!!), con tanto di sito Internet!
Dubito però che esista un club per la versione motocarro della "Aist" (prima foto in alto). Ok, rimane pur sempre un veicolo da lavoro, ma non si può non notare la forcella Earles, fatta con tubi ed ammortizzatori che definitìre esili è poco. Sempre meglio di niente: pare proprio che, dietro, le sospensioni non ci siano...senza pericolo di passare per snob, tutto ciò è primordiale. Altri modelli attualmente prodotti: nella seconda foto, abbiamo la Minsk "Wildcat", versione "cross" della "Aist", piuttosto anacronistica con i suoi 14 cv, una potenza lontana anni luce dalle potenze delle micidiali cross "junior" 80 cc. giapponesi! Nella terza, quarta e quinta foto, invece, la più riuscita "3.232" da trial, sempre con lo stesso motore, ma depotenziato a soli 8,5 hp. Si spera solo che questi giocattoli non si rompano facilmente...
C'è da dire che in Russia i sedicenni possono guidare moto di cilindrata superiore ai 125 cc; ad ogni modo, sicuramente vorrebbero qualcosa di meglio che non la vecchia due tempi prodotta in Bielorussia. Nell' ignobile e rozzo fotomontaggio in alto (sacrilegio), ho messo "ruota a ruota" una nostrana Cagiva "Mito" ed una Minsk "Aist", che hanno in comune solo la cilindrata...chi vincerà la sfida al semaforo? Chi indovina, vince...
...una Minsk...

Alcune foto tratte da www.motovelo.com
