
ARO
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La storia della Aro (il cui nome significa "Automobil Romanesc"), come quella di molte altre fabbriche dell' Est, affonda le sue radici nella produzione bellica. Nella fattispecie, la Aro trae origine dalla IAR Brasov, che produceva equipaggiamenti bellici per aerei da guerra durante il secondo conflitto mondiale; il suo nome è ben noto fra gli appassionati di fuoristrada, e ben noto anche in Italia (le Aro "Ischia" sono state molto diffuse da noi durante gli anni '80).
La prima 4x4 Aro è la IMS-57 (foto di apertura): la sigla deriva appunto dall'anno di inizio produzione, il 1957. Ispirata alle sovietiche GAZ "69", aveva un motore a benzina di 3300 cc., 50 cv di potenza, per 80 km/h di velocità max. Due anni dopo, è la volta della sua evoluzione, la M-59 (in alto a sin.), con 6 cavalli in più, e il tergicristallo elettrico al posto di quello manuale (che fortuna...). Mentre la M-59 era da poco tempo in produzione,si pensava già alla sua erede, che nasce nel 1964: è la M-461 (ultime tre foto in alto), anch' essa molto simile alle GAZ con una meccanica ridisegnata (motore da 70 cavalli,100 km/h). La vettura si rivela efficace anche nei rally (nel 1970 vince -ad esempio- il Forest Rally in Belgio), e viene esportata all'estero: è il primo esperimento di "apertura" della Aro verso i mercati occidentali. La produzione della M-461 continuerà fino al 1975, quindi anche dopo il lancio della più moderna Aro 24, nel '72.
Nel 1972, appunto, dopo sei anni di progettazione, nasce la Aro serie "24" (nelle sei foto in alto, le prime versioni, con i fari quadrati oppure tondi; la sesta foto mostra una versione speciale costruita per il dittatore Nicolae Ceausescu). Dotata di un nuovo motore a benzina da 2495 cc. e 83 cv, di origine Renault, raggiunge i 120 km/h di velocità massima su strada (buon risultato per l'epoca). Ma è nel fuoristrada che la "24" dà il meglio di sè: la Ford-Europe mette a confronto, in un massacrante test del 1972, la Aro "24", la Jeep-Willys, la Range Rover e la Ford "Bronco": la Aro si classifica -per ammissione degli stessi uomini Ford- seconda,dopo il "mostro sacro" Range Rover !!!!
Ed in effetti, già sulla carta, la Aro 24 (nelle prime tre foto in alto, la versione station-wagon e la versione telonata a passo corto) era una 4x4 moderna ed avanzata per l'epoca: il corpo vettura era di impostazione automobilistica, gli interni decisamente confortevoli in confronto alle vecchie jeep di impostazione militare, e la vettura -nella versione a passo corto- si dimostrava agile ed efficace in fuoristrada, grazie alla buona coppia del motore. Sulla "24", oltre al motore a benzina (disponibile anche in versione 3 litri), venivano montati anche vari motori diesel (Tractorul Brasov 4 cilindri 3.2 da 68 cv, Aro 2.7 da 71 cv, e, più tardi, i turbodiesel Andoria 2.4 da 87 cv e Peugeot 2.5 da 90 cv, tutti prodotti ancor oggi). La Aro 24 ha anche vinto il famoso Rally dei Faraoni (quarta foto in alto), a dimostrazione della bontà del progetto: inoltre, è stata anche assemblata anche in Portogallo ed in Spagna, dove ha preso rispettivamente i nomi di PORTARO ed HISPARO. Ancora oggi, la "24" gareggia nelle gare nazionali rumene (quinta e sesta foto in alto).
Da notare che, su meccanica Aro, veniva allestito anche un furgone/minibus: il T.V. (le iniziali di Tudor Vladimirescu, un antico guerriero rumeno), successivamente ribattezzato Rocar (da "Romanian Cars"). Tale veicolo, costruito da una fabbrica con sede a Bucarest fondata nel 1956, era motorizzato, nelle prime versioni, con il 2500 cc. dell'Aro "M-461" (in versione da 80 cv, 100 km/h), successivamente vennero adottati i motori dell'Aro "24", fra cui il turbodiesel Andoria 2.4 da 90 cv; c'erano anche delle versioni a trazione integrale, più che altro riservate all'esercito. Nelle tre foto in alto, vediamo una delle prime versioni minibus, un pick-up ed una delle ultime versioni in allestimento ambulanza.
Nel 1975, dopo soli tre anni dalla messa in produzione della "24" (per una fabbrica dell' Est, questi sono tempi molto rapidi...), iniziano gli studi per una fuoristrada compatta, di categoria inferiore rispetto alla 24, con un motore di piccola cilindrata, efficace ma più a buon mercato rispetto alla sorella maggiore, ed utilizzabile anche come vettura per tutti i giorni. Nel 1980 nasce così la Aro "10" (tre foto in alto), una piccola 4x4 con il motore della Dacia 1.3 (alias Renault 12), dotata di riduttore e differenziale posteriore bloccabile: 63 cv, 120 all'ora di velocità max. A metà degli anni '80 la "10" viene importata in Italia dalla Ciemme con la denominazione Aro "Ischia", ottenendo un notevole successo e diventando una valida concorrente della Suzuki "Samurai". Erano gli anni in cui il fuoristrada (specie le piccole Suzuki, utilizzatissime dal pubblico femminile) imperversava come "status symbol", e teoricamente la Aro "Ischia", per prestazioni ed allestimento, non era troppo dissimile dalla Suzuki "SJ 410". Ma il successo durò poco: molti possessori di Aro "Ischia" lamentarono rotture di ogni tipo, in particolare alla trasmissione e ai semiassi (tradizionalmente, le parti più stressate nella pratica del fuoristrada). Inoltre, la vettura era penalizzata, nel fuoristrada duro, dalle piccole dimensioni dei cerchi (gli stessi della berline Dacia/Renault 12, quindi non adatti all'uso specifico).
L' importatrice per l'Italia, la Aro-Ciemme, cercò di rimediare almeno al problema qualità, costruendo uno stabilimento per assemblare le "Ischia" in Italia. Nacquero così le ACM "Enduro x 4" (prima foto in alto), marchio che contraddistingueva le Aro assemblate in Italia), sostanzialmente delle "Ischia" più curate nella qualità, e dotate di motori Volkswagen 1.6, benzina o diesel. Nel 1988, la neonata azienda italiana approntò, su tale base, un bel prototipo di "fun car" in stile Suzuki X-90: lo "Scorpion" (seconda foto in alto), con tanto di portiere ad ala di gabbiano. Ma tale progetto rimase solo una vettura da salone. Inoltre, le nuove "Enduro x4" non riuscirono a cancellare la pessima fama delle Aro "Ischia", invise sia a molti fuoristradisti "veri", sia al pubblico meno specializzato (quello meno disposto a perdonare eventuali magagne meccaniche); e così, nei primi anni '90, la ACM chiuse i battenti.
Durante gli anni' 80, la Aro "24" prodotta in Romania viene aggiornata nell' estetica, dotata di una mascherina con quattro fari (quattro foto in alto), nonchè dei già citati motori turbodiesel Peugeot. Nonostante il "boom" del fuoristrada negli anni '80, a differenza della "10", la "24" ottenne scarso successo in Italia, a causa della concorrenza giapponese (assai più spietata nel settore dellle 4x4 medio-grandi), dell' assemblaggio poco curato e del progetto che cominciava a risentire dell'età. Peccato, perchè queste versioni erano, all'epoca, esteticamente gradevoli, e con qualche aggiornamento avrebbero fatto la loro bella figura anche sul piano del rendimento.
Nel frattempo, alla Aro lavoravano ad un nuovo prototipo di 4x4, una station-wagon dalle linee più moderne e tondeggianti (tre foto in alto). Era il 1989, e di lì a poco, in Romania, sarebbe scoppiata la rivolta contro il dittatore Ceausescu. Il dopo- Ceausescu è caratterizzato dalle consuete difficoltà economiche tipiche dei Paesi ex-comunisti; tale crisi sembra riflettersi anche sul nuovo progetto, che viene sospeso (notare, nelle ultime due foto in alto, le scocche incomplete, e malamente verniciate prima di essere abbandonate a loro stesse). La nuova vettura finirà nel dimenticatoio,e la Aro continuerà con le consuete "24" e "10".
La produzione attuale è rimasta sostanzialmente invariata. La "24", ribattezzata "Hunter" o "Cross Lander" a seconda dei mercati, è ancora in produzione, ed è fornita anche con motori Toyota, Ford e Daewoo, ma ha sofferto della mancanza di aggiornamenti veri e propri (solo calandra e paraurti sono stati progressivamente ridisegnati, nelle prime due foto in alto), nonchè dell' assenza di un reale miglioramento nell'assemblaggio; piuttosto anacronistica appare la versione nella terza e quarta foto in alto, addirittura motorizzata Ford Cosworth! Tuttavia, le Aro "24" sono tutto sommato ancora valide per un pubblico di fuoristradisti "duri e puri". In Francia le Aro "24" vengono ancora importate, ma vendute all' equivalente di ben oltre trenta milioni di lire, cifra a dir poco spropositata in relazione all' equipaggiamento, alla tecnica, alle finiture e al costo di produzione (un operaio rumeno prende mediamente 150.000 lire al mese!). Attualmente le Aro vengono assemblate anche in Brasile, ed equipaggiate con motori International turbodiesel 2800 cc. Nella quinta e sesta foto, l' Aro "Dragon", ovvero la versione militare della "24".
La "10" è rimasta anch' essa praticamente invariata rispetto alle vecchie "Ischia", con svariate quanto insignificanti modifiche alla calandra (due o quattro fari tondi, quattro fari rettangolari,ecc.), e poco altro. In alto, alcune foto delle attuali Aro "10", fra le quali sono da annoverare una nuova variante a quattro porte, e una versione "da spiaggia", con due sportelli di dimensioni ridotte, chiamata "Spartana" (ultime due foto in alto): quando si dice chiamare le cose con il loro nome... Quest' ultima versione, con roll-bar e parabrezza abbattibile, e disponibile anche con la sola trazione posteriore, sarebbe interessante come economica vettura da tempo libero, un pò come la Citroen "Mehari"; ipoteticamente, potrebbe anche conquistarsi una sua piccola nicchia. Il problema è sempre lo stesso: se solo queste macchine venissero montate come si deve...
Nel 1999,come ultima evoluzione, è stata presentata la Aro "10 Super" (prime due foto in alto, ritraenti la tre e la cinque porte), addirittura basata sul pianale della "24"! Tale vettura, se non altro, rimedia al maggiore difetto della "10" normale, ossia i cerchi piccoli... Sorvoliamo poi sugli spoiler, che nei Paesi dell' Est ormai si sprecano (dopo tanti anni di rigore, giustamente si vuole dare una "botta di vita" alle proprie vecchie auto...). Comunque, sembra che i cerchi siano entrati alla perfezione, se è vera la foto in cui l'auto riesce a sterzare senza problemi! Nella terza foto, la versione pick-up (terza foto), teoricamente proponibile anche da noi. L'importatore tedesco, invece, realizza la grintosa versione "Super Rally" nella quarta foto, sulla base della versione pick-up "corta".
E per il futuro? Si sa solo che ci sono due nuovi prototipi allo studio, una station-wagon ed un pick-up (nome ufficioso, Aro "266"). Di tali vetture, abbiamo, in alto a sinistra, un' esplicativa e chiarissima foto "rubata" (se non la scattavano, faceva uguale...), e, in alto a destra, un disegno -non si sa quanto attendibile- che raffigura due (anzi,una, la station wagon) vetture decisamente moderne nello styling (il pick-up è decisamente più consueto, sembra una Fiat "Ducato" versione scoperta...).
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Purtroppo, anche questa interessante marca ha risentito della crisi del post-comunismo. Ad ogni modo, si spera che gli eventuali nuovi modelli non vadano a finire come il prototipo del 1989, abbandonato a se stesso. Una prima rivoluzione fallita può passare, un' altra potrebbe essere fatale...

Alcune foto tratte da ROMANIAN CARS SITE (http://www.geocities.com/motorcity/downs/4582/)
