TATRA

La Tatra è una fabbrica di camion ben nota anche in Occidente (produzione che continua ancora oggi), ma fino al 1998 ha prodotto anche vetture di assoluto valore, caratterizzate, a differenza di quasi tutte le altre auto dell' Est, da soluzioni tecniche originali e raffinate (in alto, una "T603" in una foto tratta addirittura da una rivista di moda!). Mentre le "cugine" sovietiche ZIL (altra Casa di vetture di lusso) erano sostanzialmente copie di analoghe realizzazioni americane del periodo, con il loro classicissimo motore V8 di enorme cilindrata montato anteriormente, le Tatra sono sempre state caratterizzate, fino agli anni '70, da una personale ricerca tecnica ed estetica (il che le accomunava, fino agli anni '60, alla connazionale Skoda, divenuta poi produttrice di ben più modeste vetture). In questo sito ho inserito i modelli principali: chi voglia saperne di più (specie per quanto riguarda i modelli anni '30), consulti i siti http://www.tatra.demon.nl , www.tatraworld.nl , www.autohistories.com/ (redatti in inglese).

 

Gli inizi, le prime vetture aerodinamiche e...le antenate del Maggiolino!

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La storia automobilistica della Casa inizia nel 1897 (altro segno della grande tradizione della Marca), ma le origini risalgono addirittura al 1850, allorquando il fondatore, Ignaz Schustala, fonda una fabbrica di vagoni ferroviari a Nesselsdorf , in Moravia (regione appartenente, all'epoca, all'Impero Austro-Ungarico). Il primo modello della Casa, che allora si chiamava "Nesselsdorfer Wagenbau", è la "President" (prima foto in alto), con un bicilindrico Benz di ben 2,7 litri montato posteriormente, con trasmissione a catena e velocità max 35 km/h. Successivamente la Casa inizia a realizzare vetture con motore proprio, come la "Type U" del 1914 (seconda foto), dotata di un modernissimo sei cilindri in linea monoalbero in testa, raffreddato a liquido. Tale auto fu probabilmente la prima al mondo con freni su tutte e quattro le ruote! Dopo la disgregazione dell' Impero Austro-Ungarico e la nascita della Cecoslovacchia, la Nesselsdorfer-Wagenbau diventa finalmente Tatra (dal nome di una catena montuosa del luogo). Nel 1923 viene lanciata la "T11" (terza foto), bicilindrica boxer di 1050 cc raffreddata ad aria, razionale ed economica, mentre del 1925 è la vettura nella quarta foto in alto, la "T17", con un classico sei cilindri in linea (su questo modello vennero sperimentati il compressore volumetrico e persino delle sospensioni ad aria!). Furono inoltre realizzate diverse altre vetture, caratterizzate da soluzioni avanzate e da un'incredibile varietà di cilindrate e configurazioni (motore anteriore o posteriore, in linea o boxer, due, quattro o sei cilindri!). 

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 Negli anni '30, le Tatra cominciano ad assumere il cosiddetto stile "streamlined" (aerodinamico): viene infatti lanciata la Tatra "T77" (prime due foto in alto), importantissima in quanto è stata la prima vettura aerodinamica al mondo ad essere costruita in serie! La vettura, progettata dal geniale Hans Ledwinka (che avrebbe firmato in seguito parecchi altri modelli Tatra), introduce la tipica architettura di tutte le Tatra prodotte fino al 1998, ovvero con motore posteriore V8 raffreddato ad aria forzata, di 3.4 litri nell' ultima versione, la "T77-A" (terza foto in alto); 75 cv, velocità oltre 150 km/h, un bel risultato per l'epoca. Il pilota era seduto in posizione centrale, cosa che gli conferiva un ampio angolo di visuale da entrambi i lati, e c'era un terzo faro centrale che, in opzione, poteva essere fatto girare nella stessa direzione dello sterzo! Il motore posteriore permetteva di ottenere un frontale affusolato: il Cx dichiarato (e probabilmente molto vicino alla realtà) era impressionante: 0,21 !! Meglio di molte vetture odierne.... Unico punto negativo, la stabilità, a causa del peso sbilanciato sul posteriore. 

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Alla già splendida "T77 A", segue, nel 1936, quella che da molti è considerata la migliore Tatra in assoluto. La "T87" (tre foto in alto) era una vettura largamente migliorata rispetto al precedente modello, più leggera di oltre 400 chili grazie al motore in lega leggera (3000 cc, ma con la stessa potenza della più grossa "T77 A") e all' accorciamento del corpo vettura (monoscocca), che migliora anche il bilanciamento dei pesi, punto debole della precedente versione. A soffrire di queste modifiche è però il Cx, che tuttavia, con un valore di 0, 36, rimane eccellente per l'epoca. La velocità max arriva comunque  a superare i 160 all'ora. A mio parere,  questa affascinante vettura, per la sua linea affusolata e moderna, può essere tranquillamente scambiata per un modello anni '50...invece è degli anni '30! Unico neo, la visibilità posteriore, che, come ben visibile dalle foto, è semplicemente..assente!

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Ma uno degli aspetti più affascinanti e meno noti di questa Marca, è che proprio la Casa cecoslovacca avrebbe  influito sulla realizzazione del famosissimo VW "Maggiolino"! Nella prima foto in alto, difatti, possiamo notare la Tatra "T97" del 1936, equipaggiata con un 4 cilindri boxer posteriore raffreddato ad aria...vi ricorda qualcosa? Purtroppo, dopo l'invasione della Cecoslovacchia da parte della Germania nazista, le proteste della Tatra contro la VW vennero messe a tacere, e la produzione della "T97" (il cui motore, a differenza della VW, era di 1700 cc con un albero a camme in testa per bancata, per 40 cv di potenza e 130 km/h) venne bloccata per ordine dello stesso Hitler. Ancor più sorprendente è il prototipo "V570" (seconda e terza foto), sempre con motore boxer raffreddato ad aria, ma a due cilindri: in questo caso la progettazione risale addirittura al 1931-33 (!), e la somiglianza con il Maggiolino si fa agghiacciante! Nel 1961, la VW avrebbe concluso la diatriba pagando alla Tatra 3 milioni di marchi: una bazzeccola rispetto alle vendite del Maggiolino. Il progettista Hans Ledwinka, invece, non ricevette un soldo (anzi, fu addirittura imprigionato dai Sovietici per 5 anni, accusato di aver collaborato con i Tedeschi!!), e morì misconosciuto nel 1967, a conferma che tutte le rivoluzioni sono fatte a scapito dei veri rivoluzionari! 

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Nel 1946, ai tedeschi succedono i sovietici, e la Casa ceca viene nazionalizzata. Nel 1948 appare la "T600", o "Tatraplan" (prime tre foto). Derivata in parte dalla "T97", montava un 4 cilindri posteriore di due litri, con 50 cv di potenza: la distribuzione dei pesi diventa quasi perfetta, (45% ant., 55% post.), e la vettura si rivela straordinariamente guidabile, tant' è vero che ne viene realizzata una versione sportiva (due porte) da 180 all'ora: la "Tatraplan Montecarlo", nella quarta foto. 

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Dalla "Tatraplan", fra l'altro, fu ricavata la splendida versione cabrio ritratta nelle tre foto in alto, carrozzata da Sodomka. L' esemplare nella terza foto fu donato a Stalin per il suo compleanno: di sicuro non gli poteva andare meglio...altro che regali riciclati! Una curiosità: sullo sfondo della terza foto, si nota uno strano veicolo con carrozzeria bianca/azzurra e...sci al posto delle ruote. E' l' "Aeroluge" del 1942, uno strano ibrido fra un' auto, una motoslitta ed un "hovercraft" (la propulsione avveniva tramite un' enorme elica posteriore...meglio non avvicinarsi, si potrebbe rimanere "affettati"!), utilizzato anche dalla Wehrmacht tedesca per muoversi su terreni innevati.   

 

Gli anni '50-'60

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Dopo un altro stop alla produzione, imposto dal Governo nel 1951 per favorire la produzione di camion, arriva, nel 1957, un' altra splendida e originalissima vettura: la "T603" (prime tre foto in alto, e nella foto di apertura), prodotta fino al 1975 in oltre 20.000 unità. Costruita nel nuovo stabilimento di Pribor, è motorizzata da un nuovo V8 2.5 da 94 cv di potenza, sempre montato posteriormente: la vettura riceve anche un premio in Germania per il suo styling innovativo, caratterizzato dai tre fari carenati da uno schermo in vetro. La tradizione di vetture aerodinamiche della Casa è pienamente rispettata, e l'auto, ancora oggi, ha un fascino notevole (fra l'altro, l'ho vista anche in uno spot pubblicitario di una nota marca di chewingum, e addirittura in un videoclip del gruppo rock Placebo, dove viene "scomposta" e disintegrata elettronicamente!). Con il tempo, la "T603" riceve svariate modifiche al frontale, con i fari che passano da tre a quattro (quarta foto): successivamente, la calandra viene divisa in due parti (quinta foto). 

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Nel 1964, si pensò ad una possibile evoluzione della "T603". Nacque così la "T603 A" (prime tre foto in alto, compresa una versione ambulanza), con la stessa meccanica della "T603", ma con uno styling diverso, simile per certi versi alla Chevrolet "Corvair". Inoltre, nel 1967 venne realizzata la "T603 X" (ultime due foto), con un look simile alla NSU "RO 80", realizzato dall'italiana SI Design. Tuttavia, tali aggiornamenti della "T603" non entrarono mai in produzione, in quanto si decise di realizzare un modello completamente nuovo, la "T613".

 

Vetture da competizione (e la Tatra F.1!)

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Due parole, infine, su alcune interessanti vetture da competizione. Dalla "Tatraplan" venne ricavata la vettura nelle prime tre foto in alto: la "T-602" o "Tatraplan Sport", costruita per il GP di Cecoslovacchia del 1949, con una carrozzeria in alluminio che copriva interamente le ruote posteriori, e capace di 225 km/h. Nel 1950, invece, venne realizzata addirittura una vettura da F.1: la "T-607" (ultime tre foto in alto), che, come la "Tatraplan Sport", montava il V8 di 2500 cc. (in tal caso da 200 cv), montato in seguito sulla "T603". Tali vetture, in effetti, rappresentarono anche un banco di prova per testare il nuovo motore V8 destinato alla produzione in serie.

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Da citare anche le due vetture in alto, ancora meno note. La prima, risalente al 1963, fu battezzata Tatra "Delfin", era destinata alla Formula Junior, ed aveva un 4 cilindri in linea di 1100 cc, praticamente ricavato dalla bancata di un otto cilindri "T603". La seconda, invece, siglata "T605", fu realizzata qualche anno prima, nel 1956, ed era dotata di un piccolo bicilindrico da 650 cc, l'esatto opposto dei grossi V8 cechi! Non so a quali gare presero parte tali vetture, nè le altre caratteristiche generali: se qualcuno sa qualcosa al riguardo, non esiti a scrivermi!

 

Dagli anni '70 alla fine della produzione automobilistica

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Nel 1973, dopo cinque anni anni di studio, nasce la "T613" (nella prima foto, uno dei primi prototipi statici, e nella seconda, terza e quarta foto in alto, il modello definitivo). Disegnata da Vignale, montava una versione completamente nuova del classico V8 posteriore raffreddato ad aria: 3500 cc, bialbero in testa, 166 cv e 200 all'ora di velocità massima. La vettura aveva un design elegante ed in sintonia con l'epoca, tuttavia la disposizione posteriore del motore non venne sfruttata per disegnare un frontale aerodinamico, come accadeva invece sui vecchi modelli. Ad ogni modo, pur con le tipiche linee spigolose in uso negli anni '70, rimaneva una vettura degna delle sue progenitrici "aerodinamiche". Ne fu realizzata anche una altrettanto bella ed elegante versione coupè (quinta foto), che però non entrò mai in produzione. 

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 La tenuta di strada era migliore, grazie a sospensioni riprogettate, mentre la qualità costruttiva era di alto livello, cosa comprensibile visto il prezzo della vettura, riservata a Capi di Stato e funzionari di partito (costava il corrispondente di un' ottantina di milioni di lire per la versione corta, 120 milioni per la limousine). Le versioni successive (nelle quattro foto in alto, fra cui una versione cabrio) non cambieranno granchè fino agli anni '90 (iniezione, catalizzatore, modifiche al frontale, ecc.), ma verranno appesantite nell'estetica con paraurti neri e l'eliminazione delle cromature, come del resto era uso comune anche in Occidente durante gli anni '80. Ho avuto modo di vedere una Tatra "T613" a Praga, nel 1998: era in cattive condizioni, ma il "sound" del grosso V8 faceva ancora accapponare la pelle. Immaginate un rumore a metà fra quello di una Porsche "911" (ugualmente raffreddato ad aria) e quello di un otto cilindri Chevrolet...per trenta secondi sono rimasto in trance! 

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Nel 1993, compare una estremizzazione del V8 ceco in senso sportivo: è la "MTX-01"(in alto), una coupè ad alte prestazioni realizzata dall'elaboratore ceco Metalex. Questa biposto a motore centrale montava il V8 Tatra in due versioni: 3500 o 4000 cc., per una potenza di 220 o 300 cv. Anche questa è una testimonianza di come le Tatra fossero auto di assoluto valore.

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E giungiamo all' ultimo capitolo della lunga storia di questa prestigiosa (e, nonostante ciò, poco nota da noi) Casa ceca. Nel 1996 viene presentata l'ultima evoluzione dell'ormai datata "T613". E' la "T700" (quattro foto in alto), derivata dalla vettura precedente, ma con numerosi miglioramenti: il motore, a iniezione, viene portato a 200 cv, la carrozzeria viene ristilizzata (grazie anche alla consulenza di uno studio inglese), cambiano anche gli allestimenti interni. Notevole la dotazione: i sedili (regolabili elettricamente) potevano essere di tipo Recaro oppure in pelle, c'era il climatizzatore automatico a temperatura differenziata per le varie zone dell' abitacolo, ed era possibile montare un sistema integrato per la connessione a fax e PC, oltre a TV e VCR.  La vettura è decisamente più gradevole della "T613", e nel frontale sembra esserci quasi un timidissimo tentativo di riaccostarsi alle linee slanciate delle illustri progenitrici: senza dubbio la "T700", anche se limitata da una scocca di vecchia progettazione, era una vettura signorile e lussuosamente rifinita.

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   Della "T700" viene addirittura presentata una speciale versione coupè (prime tre foto in alto), realizzata dall'elaboratore Ecorra, con carrozzeria in alluminio, motore da 4.5 litri, oltre 400 cv e 316 km/h dichiarati! L'auto, costruita unicamente per le competizioni, è rimasta purtroppo allo stadio di prototipo: un vero peccato, perchè la linea è davvero coinvolgente! Ma sarebbe stato comunque un tentativo vano: la produzione automobilistica della Tatra, dai primi anni '90, contava ormai poco più di 100 esemplari prodotti all' anno. Troppo pochi anche per una Casa dove la manualità delle operazioni di montaggio è sempre stata predominante. Nel 1996, poi, la "T700", appena presentata, viene venduta in sole 69 unità...Un' umiliazione rispetto alle 20.000 "T603" prodotte fra il '57 ed il '75. Dopo un ultimo, bislacco tentativo con il "Beta" (quarta foto), un furgoncino leggero con motore Hyundai 1.3 e cambio di derivazione Skoda (!), la fabbrica di Pribor viene definitivamente chiusa, e con essa la storia delle lussuose ed originali berline ceche.

Vetture come la "Tatraplan" ci hanno comunque dimostrato che "auto dell' Est" non significa necessariamente vettura povera e mal costruita, magari a pessima imitazione di vetture occidentali; nel caso della Tatra, anzi, era sinonimo di vettura di lusso "esotica", magari poco nota, ma fortemente originale, e proprio per questo riservata a pochi, appassionati cultori.

Some pic taken from http://www.tatra.demon.nl , www.tatraworld.nl , www.autohistories.com/, www.tatramuseum.cz 

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