
SKODA
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Il discorso per questa Casa è decisamente diverso, rispetto ad altri Marchi dell' Est europeo. La Skoda, fino a sei-sette anni fa, era ancora sinonimo di vetture economiche e mal costruite; ora, invece, dire "Ho una Skoda" non strappa più risate e sfottò, bensì, se non ancora ammirazione, quantomeno un ampio e unanime rispetto. Anzi, molto probabilmente, oggi una Skoda è fatta molto meglio di una Fiat...Tuttavia, la Skoda ha sofferto per anni della pianificazione produttiva di stampo sovietico, e, proprio perchè esportata in Occidente, ha risentito particolarmente del confronto impietoso con le auto occidentali. Eppure, prima dell' era comunista, era una delle Case più rinomate perfino nel settore delle auto di prestigio, quando la Cecoslovacchia, da sempre più vicina all' Ovest che non all'Est, era una delle culle dell' automobilismo europeo. I modelli prodotti prima degli anni '60 -specie quelli dei primi anni del secolo, con marchio Laurin & Klement- sono stati numerosissimi: impossibile trattarli tutti in questa pagina, per cui chi volesse ulteriori e informazioni sulla storia della Casa ceca può visitare il sito ufficiale Skoda, precisamente alla pagina http://www.skoda-auto.com/company/index.htm .
Gli inizi
Le origini della Skoda risalgono addirittura al 1895, quando, nella città di Mladà Boleslav, viene fondata la "Laurin & Klement", nome che rimarrà nella storia ad identificare una delle Case "pioniere" dell' automobilismo e motociclismo mondiale (e che oggi è stato ripreso per alcune versioni speciali delle attuali "Octavia" e "Fabia"). L' esordio in campo automobilistico della Laurin & Klement (e, in senso lato, anche della Skoda), dopo alcune rivoluzionari veicoli a due e tre ruote, avviene con la "Type A" (foto in alto a sinistra), una bicilindrica a V di 1000 cc. da 7 cavalli e 45 km/h, prodotta dal 1905 al 1911. Sei anni dopo, è la volta della "Faeton" (in alto a destra) , una 4 cilindri 1.8 da 16 cv, per una velocità (ottima nei primi anni '10) di 75 km/h. Tutte queste vetture sono caratterizzate da un livello qualitativo eccellente per l' epoca, in un' era pionieristica in cui numerose rivali "cadevano" letteralmente a pezzi, versando fiumi di olio bollente sulle strade e...sul pilota.
La Laurin & Klement si espande, fino a raggiungere dimensioni industriali considerevoli. Nel 1925 si fonde con la società Skoda, allora impegnata in tutt' altri settori (le armi, ad esempio), e nel 1929 prende il via la produzione della prima auto con marchio Skoda, la "422" (in alto a sinistra), con motore 1.2 da 22 cv. Ma un' auto ben più importante per la Skoda è la "Popular" (in alto a destra), del 1934, caratterizzata dal primo schema "transaxle" in assoluto (motore anteriore e gruppo cambio/differenziale sull' assale posteriore), uno schema utilizzato, giusto per fare un esempio, sulle Alfa Romeo "Alfetta" e "75".
Nel 1936 nasce la prima "Favorit" (prima foto in alto a sinistra), nome che verrà ripreso, come vedremo, cinquant' anni dopo. Anche questa vettura, una 1800 cc da 38 cv (successivamente 2000 da 55 cv), è caratterizzata da un' estetica armoniosa e signorile. Dello stesso periodo è l'ancor più lussuosa "Superb" (seconda e terza foto in alto), che venne equipaggiata nel tempo con svariati motori, da 2700 (o 3100) cc. a 6 cilindri, oppure 4 litri ad 8 cilindri, con potenze da 60 a 96 cv.
Dopo la guerra, la Skoda viene nazionalizzata, e nasce la "1101", o anche "Tudor", equipaggiata con un 1100 cc. da 32 cv (prime due foto in alto, raffiguranti la berlina e la cabriolet). Ne sono stati costruiti oltre 80.000 esemplari. Dalla "Tudor", nel 1948, venne inoltre ricavata anche una versione fuoristrada militare, nella terza foto in alto. Nel 1952, viene presentata la "1200" (quarta foto), con lo stesso motore della "Tudor", ma aumentato a 1200 cc per 36 cv, 102 km/h; successivamente, il motore venne potenziato a 45 cv, e la denominazione divenne "1201" (quinta foto).
Nel 1954, nasce la "Spartak", che, per motivi legali legati al nome, viene successivamente ribattezzata "Octavia" (prima e seconda foto in alto). E' una berlina a tre volumi di schema classico (motore anteriore e trazione posteriore), di linea tradizionale ma elegante e gradevole, con un 4 cilindri 1.1 da 40 cv, in seguito cresciuti a 45 con la versione di 1200 cc; era disponibile anche una versione di 1500 cc. Nella terza e quarta foto è raffigurata la versione "TS", con un motore 1100 potenziato a 54 cv, mentre la quinta foto mostra la versione station-wagon, battezzata "Kombi". La "Tudor", la "1200" e la "Octavia" erano vetture piuttosto accurate, e a livello delle migliori vetture prodotte nell'Europa Occidentale.
La versione cabrio della "Octavia" venne denominata anche "Felicia" (prime due foto in alto): come vedremo, anche questi nomi sono stati riutilizzati per altri modelli, quarant' anni dopo. La produzione totale della "Spartak/Octavia" fu, fino al 1968, di 450.000 unità totali, non molte in assoluto, quindi; solo in seguito, la Skoda sarebbe diventata uno smisurato colosso industriale, come scuola sovietica insegnava. Da rilevare che la meccanica della "Octavia" equipaggiò un prototipo di fuoristrada 4x4: lo Skoda "Babeta" (terza e quarta foto), realizzato a metà degli anni '50, ed equipaggiato con motori da 1200 o 1500 cc per 50 cv e 90 km/h di velocità max; il cambio era a 4 marce con riduttore. Nella quinta foto, invece, abbiamo il furgone "1203", anch'esso su base meccanica "Octavia". E' stato prodotto per parecchi anni, anche dopo l'avvento delle berline a motore posteriore, ed ancora oggi la produzione continua con un altro marchio: nella sesta foto in alto, abbiamo difatti il TAZ "1500", rivisto nel look ed in altri particolari, ma praticamente invariato a livello di meccanica. Il motore, un 1500 da 55 cv, è difatti sempre derivato dalla "Octavia " anni '50!
Con la prima "Octavia", si chiude così la prima "era" della Skoda, quella delle innovative Laurin & Klement di inizio secolo, delle eleganti berline anni '30 e delle onorevoli "medie" anni '50. E' un' epoca che poche persone conoscono, tanto è stata associata l'immagine della Skoda, negli ultimi tre decenni, alle spartane e raffazzonate berline a motore posteriore. In realtà, nel 1969, pochi anni dopo l'entrata in produzione di queste ultime, la Skoda lanciò anche un'elegante berlina media a motore anteriore, la "720" (prime due foto in alto), realizzata in collaborazione con la Italdesign. Aveva un 1498 cc. monoalbero in testa da 87 cv (o, in alternativa, un 1300 da 67 cv), e toccava i 152 km/h. La collaborzione con la Italdesign continuò con i prototipi "740" del 1971 (terza e quarta foto, motorizzato con un 1100 cc) e "760" del periodo 1972-1979 (quinta e sesta foto, con un gamma di motori compresa fra 1100 e 1700 cc), sempre a motore anteriore. Sfortunatamente, il sistema economico di stampo sovietico iniziava già a far sentire i suoi effetti, e tali vetture, seppure ben riuscite, non vennero mai prodotte: solo trent'anni dopo la Skoda potè abbandonare i modelli "tutto dietro" e produrre un'auto completamente nuova!
Le berline a motore posteriore
Parliamo, ora, del periodo più "spassoso" per chi in fondo ama i vecchi e simpatici "catenacci" dell' Est, ovvero quello delle berline a motore posteriore che hanno identificato il marchio negli ultimi trent' anni...Fra il 1956 ed il 1962, vennero realizzati diversi prototipi preparativi: in alto, da sinistra a destra, i prototipi Skoda "976", "977", "978", "989" e "Favorit 990". Tutte erano spinte da un quattro cilindri di 988 cc (montato anteriormente sulle "976" e "978", posteriormente sulle altre), con una potenza sui 40 cv, montato in seguito sul modello definitivo. La "Favorit 990" aveva lo stesso nome della berlina di lusso degli anni Quaranta (ed anche, naturalmente, della nota due volumi degli anni '80), ed era il più vicino al modello che venne definitivamente prodotto a partire dal 1964: la "MB-1000".
Nella prima e seconda foto in alto, appunto, una "MB 1000" (1964), ovvero la prima di tutte le Skoda a motore posteriore prodotte fino alla fine degli anni '80. Il quattro cilindri di 988 cc. aveva 48 cv (per una velocità max di 125 km/h), ed anche alcune soluzioni tecniche inusuali (monoblocco in lega e testata in ghisa, anzichè il contrario come di norma, e radiatore piazzato sotto ai sedili posteriori). Purtroppo, le prime versioni di quest'auto si rivelarono quanto mai...scalcagnate: la pressione dell'olio era troppo bassa, e i cuscinetti si deterioravano rapidamente. Inoltre, il radiatore piazzato sotto i sedili non garantiva un adeguato raffreddamento; in compenso, si può ipotizzare che scaldasse bene il deretano dei passeggeri...Battute (pessime) a parte, questa vettura, i cui problemi vennero attenuati col tempo, non era troppo dissimile da molte altre vetture europee di analoga impostazione (Simca 1000, NSU Prinz, Fiat 850, Renault 8, ecc.), ed incarnava perfettamente il ruolo della vettura popolare a basso costo, ormai imperativo produttivo della Skoda. Della "MB-1000" vennero realizzate anche le versioni coupè (battezzata "MBX-1000", terza foto in alto), station-wagon (quarta foto) e cabriolet (quinta e sesta foto), nonchè una interessante versione con motore rotativo Wankel 400 cc. da 40 cv (settima foto): fra tutte queste, solo la "MBX" due porte entrò in produzione, tutte le altre rimasero prototipi.
La "MB-1000" venne seguita a ruota dalla "S-100"/S-110" (prima foto in alto, le sigle identificano rispettivamente le versioni 1000 e 1100 cc; il 1100 era disponibile in due potenze, 52 o 62 cv) del 1970. Rispetto alla "MB-1000", si differenzia solo nel frontale ed in altri particolari secondari, come i freni a disco all'avantreno al posto dei tamburi. Tale vettura fu affiancata dalla "S-110 R" coupè (seconda e terza foto), che era provvista del motore 1100 in versione da 62 cv. La meccanica a motore posteriore si rivelò ideale per la curiosa vettura nella quarta foto: una dune buggy realizzata dalla Skoda nel 1970 con il motore da 1000 cc. (allora le dune buggy erano molto di moda, e questa non sarebbe stata male accanto ai classici buggy motorizzati Volkswagen!). Nella quinta foto, un'immagine della fabbrica durante gli anni '60: per l'epoca era un gioiello di architettura industriale...ma, come ben sappiamo, si trattava, come per altre fabbriche dell' Est Europeo, solo di un fuoco di paglia: lo sviluppo si sarebbe presto interrotto, mentre le Case occidentali avrebbero continuato la loro esponenziale crescita tecnologica.
Nel 1976, si affaccia sul mercato la nuova serie delle Skoda 105-120-130, sigle che identificano cilindrate di 1000, 1200 e 1300 cc. Fondamentalmente derivate dalla serie precedente a livello di meccanica (anche se con motori di maggior cubatura, 1050, 1200 e 1300 cc.), erano nuove -ma non troppo!- a livello di estetica. In alto, vediamo alcuni varianti di quest'auto, che fu modificata nel tempo con fari tondi (singoli o sdoppiati), e, verso i primi anni Ottanta, con fari rettangolari. Questa serie fu importata in Italia con discreto successo, in quanto le vetture avevano un prezzo davvero irrisorio: intorno alla metà degli anni '80, una "105" costava poco più di sei milioni di lire! Purtroppo, invece di migliorare la qualità delle sue auto (non certo eccelsa, anche se un pelo migliore rispetto ad altre auto dell' Est: vedi la pagina Come vanno le auto dell' Est), la Skoda non si fece scrupolo di applicare decorazioni laterali, coppe ruota, fendinebbia e spoiler di dubbio gusto su di un'auto tutt'altro che sportiva!
Forse, per qualche appassionato (e sono anche parecchi, del resto una buona dose di simpatia le vecchie Skoda ce l'hanno...) disposto ad affrontare i piccoli e grandi problemi di queste auto, la vettura rossa nelle prime quattro foto in alto può rappresentare quasi un modello da collezione. E' una "Rapid 136" del 1988 (ricordo ancora la presentazione su Quattroruote), evoluzione del modello coupè già presente nelle serie precedenti (nella quarta foto, è però raffigurato il cruscotto della versione '83). Aveva cerchi in lega di serie, spoiler e selleria speciale (sic), e montava un 1300 da 63 cavalli (sempre montato posteriormente) che le dava un discreto rapporto peso/potenza. Ne venne realizzata anche una versione cabrio (quinta foto), non bellissima ma sicuramente simpatica! Una rivista definì la "Rapid 136" come "una piccola Porsche, ad un decimo del prezzo di una Porsche". Non so se il giornalista sia stato linciato dal resto della redazione di quel giornale, o se la redazione tutta sia stata linciata da ex-proprietari di Skoda...Però, a pensarci bene, non doveva essere malaccio: un certo gusto della guida "vecchio stile" doveva darlo!
Pochi, però, sanno che le piccole e scalcagnate vetture ceche a motore posteriore nascondevano, sotto l'aria dimessa, un'insospettabile anima sportiva! Tanto per cominciare, in alto abbiamo alcuni esemplari di "S-130 coupè" da rally e da pista (in alto, tre diverse versioni, fra cui la bella "130 RS UVMV" del 1978 nella terza foto), il cui motore 1.3 aveva 120 cv di potenza (tutt'altro che disprezzabile!). Guidarla doveva essere piuttosto difficile (il motore era assai scorbutico ai bassi regimi), ma doveva anche dare soddisfazioni assai migliori, rispetto ad una Skoda a motore posteriore di serie!
Ma il culmine dello sviluppo dei "brutti anatroccoli" a trazione posteriore lo si ebbe sicuramente con due modelli: la splendida "200 RS" del 1974 (prime tre foto in alto) e la "2000 MI" del 1975 (ultime due foto in alto), che in comune con la "S-110 Coupè" di serie avevano solo parte della carrozzeria! La prima era dotata di un bialbero da 1997 cc, alimentato da due carburatori Weber, con una potenza massima di ben 163 cv; la seconda, invece, aveva un motore di 1773 cc, dotato però addirittura di 270 cv! Naturalmente, questi erano motori sviluppati appositamente per le corse, senza alcuna derivazione da motori di serie. Queste vetture non sono meno degne delle più titolate Abarth da competizione, e sicuramente emanano, ancora oggi, un fascino notevole.
Nelle tre foto in alto, infine, l'ultima evoluzione da rally delle Skoda a motore posteriore: la "130 LR" del 1984. Strettamente derivata dalla berlina "136 L", aveva un motore capace di 130 cv a 8000 giri/minuto, per una velocità max (a seconda dei rapporti) di 220 km/h! A confronto con "mostri" del calibro della contemporanea Lancia Delta S4, questa vettura farebbe quasi sorridere...ma è solo apparenza: difatti, la "130 LR", come le sue antenate anni '70, si prese diverse volte il lusso di battere le concorrenti dell'Europa Occidentale nella classe fino a 1300 cc. Fa effetto vedere quello che in tanti considerano incautamente un "bidone", scodare in sovrasterzo di potenza come nella terza foto!

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