UAZ

Forse non è diventata una leggenda come altre "colleghe" dell' Ovest, ma per molti appassionati di fuoristrada lo è sempre stata. La UAZ  (stiamo già parlando della famosa "469", ritratta anche nel disegno in alto)  è stata una delle poche auto russe -probabilmente l'unica, assieme alla Lada Niva- a conquistarsi il meritato rispetto del pubblico occidentale (pur non essendo neanch' essa immune da difetti), e si è conquistata un posto nella storia delle 4x4 accanto alla "rivale" americana Jeep e alla Land Rover. 

Gli inizi

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La UAZ ("Ulyanovskiy Avtomobilnyi Zavod", ossia "Fabbrica Automobili di Ulyanovsk") viene fondata nel 1941, ma non inizia subito a produrre veicoli propri: dalle linee di montaggio di Ulyanovsk, inizialmente, escono dei camion ZIS (fabbrica russa di limousine e veicoli pesanti, successivamente denominata ZIL) prodotti su licenza. Vengono anche prodotti i primi modelli di camion GAZ; ed è proprio da una GAZ che deriva la prima fuoristrada prodotta ad Ulyanovsk, nel 1954. La UAZ "69" (foto più schemi tecnici, prima foto in alto) altro non è che...una GAZ "69": è praticamente identica in tutto, compreso il motore, un quattro cilindri derivato dalle berline GAZ "Pobjeda" (vedi).  Nella seconda foto, un particolare allestimento "anti-mine", con un telaio in tubi ed un sensore sotto la scocca che avverte della presenza di ordigni esplosivi, tramite l'accensione di una spia sul cruscotto. La UAZ "69" venne successivamente evoluta nel prototipo nella terza foto in alto, che però venne scartato per fare posto ad un modello nuovo: per l'appunto, la "469".

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Ma la UAZ sente l'esigenza di progettare e costruire un veicolo proprio: nasce così, nel 1958, la stirpe dei furgoni e minibus "450" e successivi, che vengono prodotti ancora oggi. Nelle tre foto in alto, da sinistra: un "451" pick-up, una versione corazzata denominata "3963 Konalu", ed un recente minibus "2206", ristilizzato nel frontale. Ancora oggi questi veicoli sono decisamente validi, specie per i lunghi viaggi in condizioni difficili, e difatti vengono utilizzati in parecchi Paesi africani ed asiatici.  

 

La UAZ "469": la "jeep" dell'Armata Rossa

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Nel frattempo -parliamo dell'inizio degli anni '60- l'UAZ pensa a progettare, finalmente, un 4x4 che sostituisca la vecchia "69" prodotta su licenza GAZ. Nel disegno in alto a sinistra, datato 1962 (dieci anni prima dell'inizio della produzione effettiva), è riprodotto l' "embrione" (in verità piuttosto bruttino)  di quella che sarà la mitica UAZ 469! Dal primo disegno, passano diversi anni (i russi, come abbiamo già visto, se la prendono con calma...), e solo nel 1972, inizia la produzione in serie (nella seconda foto, la prima 469 prodotta, trionfante su di un piedistallo vicino alla fabbrica). Il motore è un 4 cilindri a benzina di 2500 cc., con distribuzione ad albero a camme laterale. Ancora oggi, seppur in versione potenziata, tale motore equipaggia tutte le UAZ, sia la "469", sia la recente "3160"; datato di sicuro, ma con un tiro ai bassi regimi che molte fuoristrada di oggi non hanno più...

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Naturalmente, anche la "469" ebbe le sue brave versioni speciali: nelle quattro foto in alto, difatti, abbiamo la versione anfibia "3907", o anche "Giaguar" (nulla a che vedere con le vetture inglesi!). Realizzato nei primi anni '80 (probabilmente nel 1983), poteva raggiungere una velocità max di 10 km/h in acqua. Tale modello non fu l'unico esempio di vettura anfibia in URSS: anche la Lada e la LUAZ realizzarono veicoli simili, ma la UAZ "3907" (come del resto la Lada "Niva" anfibia) non raggiunse mai le linee di produzione.

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Da allora, la UAZ 469, oltre a servire fedelmente l'Armata Rossa, ha percorso le strada più dure del globo, dalle gelide steppe siberiane ai torridi deserti africani, nelle missioni di guerra (nelle quali la colpa non è dei mezzi, bensì degli uomini che li maneggiano)  come in quelle di pace (missioni della KFOR in Jugoslavia). Insomma, il rancio (ovvero la benzina, di cui è particolarmente golosa: chiedete a chi ha messo il "bombolone" GPL...) se l'è sempre pienamente guadagnato! La UAZ ha caratteristiche uniche, come il doppio serbatoio (80 litri di capacità totale!), ed ostenta, anche nelle versioni "civilizzate", la sua origine militare in dettagli caratteristici, come il vano posteriore con sportellino destinato in origine ad ospitare le griglie per la fanaleria oscurata. In Italia, l' importatore Martorelli montava sulla 469 dei motori turbodiesel VM, ed anche turbodiesel Peugeot, 2500 ad aste e bilancieri prima e 2100 12 valvole poi (prima e seconda foto in alto). Nella terza e quarta foto in alto, invece, due immagini della fabbrica di Ulyanovsk: come si può vedere, c'è una certa differenza fra una fabbrica d'auto russa ed una giapponese od occidentale...

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Pochi sanno che, fra la fine degli anni '80 e i primi anni '90, la UAZ cercò di rimpiazzare la sua classica 4x4 militare con un modello più in linea con le tendenze del tempo: nelle prime tre foto in alto, abbiamo la UAZ "3172" (insieme alla versione a passo corto siglata "3171", nella quarta foto), caratterizzata da un'estetica molto simile alla Toyota Land Cruiser, sempre con il classico 4 cilindri ad aste e bilancieri, aumentato però a 2,9 litri, per 103 cv di potenza max (nella terza foto è ritratta una versione civile, con un frontale differente).  Le sospensioni erano a molle elicoidali, anzichè a balestre. Per questo modello, che nel 1993 superò gli ultimi test di pre-produzione, si prevedeva una produzione imponente; purtroppo, però, la crisi dell' ex-Armata Rossa -che era uno dei principali committenti dell' UAZ- impedì l'entrata in produzione di questa 4x4 militare. 

 

Le "cugine" cinesi Beijing

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Non tutti sanno che la UAZ 469 ha anche una corrispondente versione cinese, diversa però nella carrozzeria, e prodotta dalla Beijing Jeep Corporation (in alto a sinistra, il marchio). La Beijing "212" (in alto a destra), come la UAZ "469", viene infatti presentata nei primi anni '60, e prodotta qualche tempo dopo. La meccanica è la medesima (2500 quattro cilindri a benzina), ma ancora più spartana: il cambio, fino ai primi anni '90, era addirittura a tre marce! 

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Riservate esclusivamente all'esercito fino a svariati anni fa, le Beijing sono state rese disponibili anche per il mercato civile. In alto, le recenti versioni, ribattezzate "2020" (nella terza foto, la bella variante hard-top "Kuangcao ST"), con svariati particolari migliorati: cerchi in lega, cruscotto, nuovi ammortizzatori, dischi anteriori, piantone sterzo collassabile, frizione più leggera e cambio a 4 marce (perlomeno non sono tre...), nonchè 85 cv di potenza (la Casa dichiara, orgogliosamente, un'accelerazione in "soli" 16,5 secondi, ma da 0 a 60 km/h...). Nella quarta foto, invece, un'altra "parente" cinese: la Wuhan "2030" del 1989, prodotta da un' altra fabbrica e di linea più moderna, ma sempre basata su meccanica UAZ. La Beijing produce anche la Jeep Cherokee su licenza, sulla quale è basata la "Heroic", una SUV progettata "in casa" e presentata da poco (produzione russa e americana convivono ancora nella gamma BJC), ma non ce ne occuperemo in questa pagina, in quanto non di origine UAZ: si veda, a tal proposito, la pagina sulle auto cinesi.

 

Modelli recenti

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In alto, alcune recenti versioni della "469": nelle prime due foto, la "Bars", con interni rinnovati (sedili e cruscotto sono "veri"...), e soprattutto un nuovo motore ZMZ (montato anche dalle nuove berline GAZ)  2.5 a 16 valvole! Nella terza e quarta foto, un' altra bella evoluzione, la "Sport": passo accorciato, roll-bar a gabbia e...niente portiere (come sulla Jeep Renegade)! Nella quinta foto, l'ultima versione (presentata al Salone di Mosca 2002), con la calandra in tinta con la carrozzeria: il soldato finalmente è in abiti civili!

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Tuttavia, la "469" (in Russia siglata "3150", "31531" ecc...ma l' auto è quella!), comincia ovviamente a sentire il peso degli anni, nonostante possa essere considerata comunque un "classico" senza età, come la Land Rover o la Jeep. Nel 1998 è stata così messa in produzione la "3160", o "Simbir" (prime tre foto in alto), in russo "leopardo", una station wagon 4x4 dalle linee squadrate e non troppo personali, ma tutto sommato piacevole, anche se priva della "rude" grinta della 469, ed i cui primi prototipi sono apparsi nel lontano 1993. La crisi economica russa si fa però sentire anche in UAZ, e la vettura viene prodotta in modo regolare solo dal '98! I motori sono quelli della 469, 2.5 a iniezione (per l'estero)  e 2.9 a carburatore (per il mercato interno), e vanno da 90 a 120 cv di potenza max. A questi si aggiungono il nuovo 2.3 ZMZ da 150 cavalli e il turbodiesel dell'italiana VM, da 124 cv; le sospensioni hanno le molle elicoidali, e non più le balestre della 469. Nella quarta foto in alto, invece, ecco un'agile versione tre porte a passo corto, quel che ci vuole per un fuoristrada "stretto"...peccato che sia solo un parto del mio computer! Se è venuta bene, mi assumeranno alla UAZ in cambio di dieci rubli e una bottiglia di vodka al mese!

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Ultimamente, del "Simbir", sono state presentate due nuove versioni: la "2362" (prime due foto, compresa una versione hard-top), ovvero la versione pick-up a 4 posti, decisamente più grintosa rispetto alla station-wagon, e la "2760", versione con tetto rialzato in vetroresina (terza foto). E, al salone di Mosca dell' agosto 2001, è stato presentato anche un restyling  (ultime tre foto in alto, versione chiusa e pick-up): decisamente, ci voleva una rinfrescata all'estetica...ma, come al solito, questo nuovo modello ristilizzato è ancora un prototipo!

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Da notare che, sulla base della sempreverde UAZ 469, la Dragon Motor (un'azienda con due stabilimenti, uno ex-militare a San Pietroburgo, ed uno ad Aginskoje, in Siberia) produce, in piccola serie, la "Jump" (prime due foto in alto) e la "Astero" (ultime tre foto in alto). La "Jump" è un veicolo da divertimento, una via di mezzo fra una classica jeep ed una dune-buggy, con portiere e tetto smontabili, mentre la "Astero" è una tre porte dalla linea slanciata, molto adatta anche ai percorsi stradali. Entrambe hanno il telaio della "469", la carrozzeria è in materiale plastico (con colore già incorporato nella fibra di vetro nel caso della "Jump"), mentre i motori possono essere, oltre ai vecchi UAZ, i V8 GAZ-Volga da 200 cv, oppure i nuovi ZMZ 4 cilindri 2.3 16 valvole da 150 cv. Se queste 4x4 fossero prodotte direttamente dalla UAZ, sarebbe  un'ottima cosa (in particolare la "Jump", molto grintosa, potrebbe essere una nuova, ipotetica "469" per il nuovo millennio). 

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Infine, l'ultima novità della UAZ: la "3165-Simba" (sei foto in alto, fra cui una versione ambulanza), grossa monovolume a trazione integrale destinata a sostituire in parte i vecchi minibus derivati dal "450". Di recente, la "3165" è stata ristilizzata (Salone di Mosca 2003, quinta e sesta foto in alto); il motore è sempre il vecchio quattro cilindri ad aste e bilancieri, ma aumentato nella cilindrata a 2700 cc., per 128 cavalli di potenza. Attualmente le UAZ vengono importate in quantità assai limitate rispetto a qualche anno fa. Il nuovo modello, poi, non si è proprio visto in Italia, forse perchè ancora troppo spartano per gli ormai viziatissimi palati nostrani. Al momento in cui scrivo, però, è stato siglato un accordo fra la De Tomaso e la UAZ, per costruire il "Simbir" in Italia, in un nuovo stabilimento in provincia di Crotone (!). I pezzi saranno spediti dalla Russia, ed assemblati in Italia (il motore però sarà il 2.5 da 115 cv della Jeep Cherokee). Onestamente non credo granchè alla riuscita di queste operazioni al Sud: già in passato si parlò di rifondare l 'Isotta Fraschini a Gioia Tauro, ed il risultato fu ovvio, figuriamoci assemblare un 4x4 russo in Calabria...comunque, non si sa mai. Speriamo che queste fuoristrada tornino a calcare i nostri sentieri di montagna,  per far vedere ai possessori delle sedicenti "Sport-Utility" (SUV)  cosa significa fare del "vero" fuoristrada...

...e per dimostrare che, quando il gioco si fa duro, servono le ridotte, altro che il computer di bordo...quello può solo dirti che non puoi più muoverti!

Alcune foto tratte da  www.sovavto.cjb.net . www.autogallery.org.ru , www.uazbuka.ru 

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