![]() |
ZAZ
![]() |
Ogni popolo, nel proprio immaginario collettivo, colloca, nel settore del proprio cervello "riservato" alle auto, una "zona morta" dove conservare ed identificare le auto considerate tristi e povere, se non addirittura ridicole. Ed ogni popolo ha una vettura "capro-espiatorio" da deridere ed offrire in sacrificio al confronto con auto più lussuose e costose. Per noi italiani, tale pesante fardello è portato dalla Autobianchi "Bianchina", la cui fama è stata rovinata -ingiustamente- dalle pellicole fantozziane. Per i tedeschi, tale auto è la NSU "Prinz", nata addirittura come ispirazione alla Chevrolet "Corvair". E per i russi? La risposta è riassunta in tre lettere: "ZAZ" (sigla per "Zaporozhsky Avtomobilny Zavod", ossia "Fabbrica Automobili di Zaporozhe"). Per i russi, tale disprezzo è giustificato dalla scomodità e lentezza di queste auto, che comunque non erano poi molto dissimili da molte vetture occidentali contemporanee della stessa categoria.
Nata nel 1958 per volere del Governo Centrale (come tutto, del resto...), la ZAZ doveva rappresentare l' "auto del popolo", la vettura della motorizzazione di massa sovietica. Tale impresa riuscì solo in parte a questa fabbrica di Zaporozhe (Ucraina), in quanto si era ancora in epoca stalinista, e i mezzi di trasporto privato facevano ancora fatica ad affermarsi. Nelle quattro foto in alto, possiamo vedere la "965", il primo modello prodotto dalla casa. Questo modello veniva curiosamente chiamato in Russia "il gobbo", a causa della linea non proprio slanciata, ma comunque simpatica! Sì, è vero, davanti assomiglia alla Fiat 600: fu il Ministro dell' Industria Automobilistica Sovietica in persona, N. Strokin, a ordinare ai tecnici sovietici di prendere come base la vettura italiana!
Inizialmente, per questa vettura, si era pensato ad un motore bicilindrico boxer derivato dalle motociclette Ural, modificato con l'adozione di una ventola per il raffreddamento e depotenziato a 17 cv . Successivamente, si passò a due prototipi di motore quattro cilindri, uno di tipo boxer e l'altro con i cilindri disposti a "V", entrambi raffreddati ad aria forzata e disegnati sotto la guida del progettista A. Ajzenberg. Alla fine fu scelto il motore a "V", che aveva anche l'interessante caratteristica del contralbero antivibrazioni (nelle prime tre foto in alto, un prototipo vicino alla versione definitiva, realizzato dalla Moskvich e battezzato "444"). Comunque, tale motore, nonostante avesse una cilindrata maggiore rispetto alla Fiat 600 (750 e poi 900 cc., quarta foto n alto), erogava la "strabiliante" potenza di 23 cavalli (per la 750 cc.), per una velocità max di 80 km/h! Il bello è che la successiva 900 erogava solo tre cavalli in più...questo era troppo anche per i russi. Tale vettura ha anche avuto l'onore di una particina nel film di 007 "Goldeneye", dove veniva guidata da una burbera e pacioccona spia russa con tanto di colbacco tenuto anche in macchina (i soliti americani...); inutile dire che nel film la ZAZ si rompe e lascia a piedi Pierce Brosnan e il suo collega russo.
Nel 1967, la "965" fu rimpiazzata da un nuovo modello, la "966" (cinque foto in alto; le prime due mostrano però due prototipi dei primi anni '60, leggermente differenti dalla versione definitiva). In quel periodo, la tedesca NSU furoreggiava con la "Prinz", una vetturetta ispirata nell'estetica nientemeno che alla Chevrolet Corvair, incarnando così il ruolo di "piccola di lusso" (evidentemente, alla NSU non prevedevano il destino ignobile a cui sarebbe andata incontro questa vettura nell' immaginario collettivo). Bene, i russi, come da tradizione, per realizzare la "966" presero come base la "Prinz" e la copiarono di sana pianta (tranne il motore, che rimaneva un V4, 900 cc. da 30 cv dapprima e 1200 cc.da 39 cv in seguito). Come la precedente "965", tale auto presentava una vera e propria chicca dell' "arte di arrangiarsi" russa: era dotata, infatti, di un serbatoio separato di kerosene, che serviva per il riscaldamento dell'abitacolo con temperature particolarmente rigide (praticamente come avere una stufa in auto)!
Di tale vettura (in alto a sinistra, un'altra immagine) ho un ricordo personale: ancora nella prima metà degli anni '80, ce n'era un esemplare parcheggiato in una piazza di Lecce (incredibile!), e per tantissimo tempo credetti si trattasse effettivamente di una "Prinz", ma sapevo che c'era qualcosa di strano in quelle prese d'aria laterali. Il proprietario accendeva la vettura, ed il motore prendeva vita con una fragore inaudito, praticamente quello di un Maggiolino, ma elevato al cubo! Nella seconda e terza foto, invece, l'ultima versione di questa vettura (ZAZ "968", prodotta fino al 1994). Le versioni "export" della "966" furono equipaggiate anche con un motore Renault di 956 cc. (in questo caso la vettura veniva denominata "Yalta"); da essa derivarono anche altre versioni, come la fuoristrada "Volin 969" (vedi pagina sulla LUAZ) ed il pick-up nella quarta foto, in verità piuttosto anacronistico, visto che il motore posteriore occupa gran parte del vano di carico! Nella quinta foto, invece, il furgone ZAZ "970", sempre con il quattro cilindri posteriore raffreddato ad aria: una sorta di piccolo Volkswagen "Bulli", anche se indubbiamente più bruttino...Nella sesta foto, un altro piccolo "commerciale" con motore ZAZ: l' ERSPO "ET-600", prodotto da una piccola fabbrica in Estonia per un breve periodo a partire dal 1967. Aveva il motore della "966" piazzato nella cabina di guida, e raggiungeva appena 84 km/h di velocità max.
Nella foto in alto, una rara pubblicità del 1977 dell'importatore italiano Bepi Koelliker, pubblicata all'epoca sulla rivista "Quattroruote". Il prezzo, 2.070.000 Lire, era inferiore a quello della Fiat "126", e più basso persino della Skoda "105" (che costava meno della "126"!): in buona sostanza, la ZAZ "968-M" era in assoluto l'auto più a buon mercato disponibile in Italia. Tale caratteristica non le aprì comunque certo le porte del successo, anche se qualche esemplare si vendette, grazie anche alle notevoli dimensioni commerciali delll'importatore (che fra l'altro, incredibile a dirsi, importava contemporaneamente anche le Jaguar!!!). Notare la frase "sedili reclinabili e bloccasterzo compresi nel prezzo" (!!) e la "sezione automobili sovietiche" espressamente dedicata dall'importatore a queste auto. Fino ai primi anni '80 si poteva ancora vedere -con moltissima fortuna- qualche esemplare di ZAZ gironzolare per le nostre strade; oggi, con alta probabilità, le ZAZ (poche, peraltro) importate all'epoca sono tutte già finite nelle presse dei demolitori da molti anni.
Dalla ZAZ "966" (con identica impostazione, ovvero motore e trazione posteriori) venne ricavato anche il prototipo di monovolume nelle tre foto in alto, molto moderno per l'epoca: il "Maxi", costruito nel 1966-67 dal VNIITE, un istituto di design russo. Annoverava diverse soluzioni interessanti, come la struttura "space-frame" in acciaio ricoperta da pannelli in fiberglass, la pedaliera regolabile longitudinalmente ed i sedili che potevano essere ruotati di 180 gradi: molte di queste caratteristiche sono proprio le stesse delle monovolume di oggi!
Nelle prime due foto in alto, un altro interessante prototipo realizzato nel 1969 dal VNIITE sulla base del motore ZAZ "966": il coupè "KD", disegnato da E. Molchianov. Ha una carrozzeria in fibra di vetro rinforzata con poliestere, montata su di un telaio a longheroni. Il peso è di 500 kg, e permette ai trenta cavalli scarsi del motore (sempre montato posteriormente) di raggiungere i 120 all'ora. Esteticamente quest'auto era decisamente interessante....peccato che abbiano scelto il motore meno adatto per fare una coupè sportiva. Con un altro motore, sarebbe stata tutta un'altra musica...Nella terza foto, il prototipo NAMI "086-Sputnik" (il NAMI era un'altro istituto di ricerca russo), realizzato da V. Rostkov e E. Molchianov nel 1962. Aveva un motore bicilindrico di 500 cc, ottenuto "dimezzando" il quattro cilindri della ZAZ "965", con potenza di appena 15 cv; il cambio era a quattro marce con frizione elettromagnetica (caratteristica d'avanguardia all'epoca), le sospensioni indipendenti a barre di torsione, il peso totale di 520 kg. Una vettura realizzata con un occhio particolare agli invalidi, che comunque, come il coupè "KD", non venne mai prodotta in serie.
Nella prima foto in alto, un prototipo degli anni '70 che costituiva una possibile evoluzione della "968" berlina, dalla quale riprendeva la meccanica (il motore però era leggermente più potente, con 45 cv). Nella seconda metà degli anni '60 (contemporaneamente al monovolume "Maxi", quindi), il designer A. Demenin realizzò da sè i due prototipi nella seconda e terza foto in alto: una piccola mini-coupè con portellone, ed un minivan, entrambi basati sul motore posteriore ZAZ raffreddato ad aria. In particolare la prima vettura era parecchio interessante, riprendendo -sia pure con le dovute differenze...- il concetto di "city-coupè" che sarebbe in seguito stato parecchio in voga negli anni '80 e '90. Purtroppo entrambi questi modelli, tanto più interessanti in quanto realizzati con un'assoluta penuria di mezzi, sono rimasti esemplari unici. Quando un semplice appassionato riesce a fare meglio di mille ingegneri...
In seguito, si pensò di passare ad una nuova vettura con motore e trazione anteriori: fu così che vennero preparati i cinque prototipi in alto, realizzati dal team del progettista V.P.Steshenko. Il prototipo nella prima foto è del 1970, e, nonostante l'anno di realizzazione, è il più simile all'attuale modello prodotto dalla ZAZ, ovvero la "Tavria" . Le auto nella seconda, terza e quarta foto in alto, realizzate fra il '73 ed il '74 sembrano invece più simili alla "966" (la terza ricorda un pò anche la Fiat 126...); credo abbiano il motore anteriore, ma non ne sono sicuro. Del 1976 è invece il prototipo nella quinta foto, piuttosto in linea con le realizzazioni europee dell'epoca. Ad ogni modo, per la produzione della vettura definitiva si dovette aspettare fino al 1988...ovvero quasi vent'anni dopo il primo prototipo! Un vero e proprio record...
Nella seconda metà degli anni '80, visto il clima di rinnovamento sociale, alla ZAZ "si danno una mossa" (come si suol dire) per produrre il nuovo modello, e presentano, al Salone di Mosca del 1987, la "1102", o "Tavria" (in alto): il nome è preso da un fiume russo, come le "Volga". La carrozzeria, abbastanza moderna per l'epoca, era a due volumi con portellone (esteticamente -parere personale- ricorda la vecchia Talbot "Sunbeam"), il motore un "MEMZ" 1100 cc. (prodotto da una fabbrica di motori nella città di Melitopol), successivamente anche 1300 cc, quattro cilindri raffreddato a liquido, con trazione anteriore e cambio a 5 rapporti. Potenza di 50 cv per la 1100, per una velocità max di 145 all'ora, dati sulla carta non distanti da modelli analoghi europei di dieci anni fa, e comunque nettamente migliori rispetto alle vecchie e scomode "968" a motore posteriore. La "Tavria" è stata equipaggiata anche con motori Fiat di 903 cc. (quello della "Panda", tanto per intenderci) e Lada 1300 cc. (lo stesso della "Samara"). Purtroppo le prime versioni erano afflitte da numerosi problemi, attenuati sulle versioni successive.
Da allora, la produzione della ZAZ è rimasta praticamente immutata: la vecchia "968" a trazione posteriore è uscita di produzione svariati anni fa, e la "Tavria" è stata blandamente modificata nel frontale e nel motore, provvisto di iniezione Siemens single-point (il 1300 è stato però ridotto a 1200 cc.). Nelle prime tre foto in alto, la versione attualmente prodotta. Da notare che nel 1988 venne realizzata anche una versione rally con motore 16 valvole turbocompresso di derivazione Lada "2106", da ben 180 cv! Purtroppo non ho immagini di questa vettura, che della "Tavria" conservava solo la forma esterna, le portiere ed il parabrezza! Nella quarta e quinta foto, invece, un esemplare da autocross: decisamente spartana...ma la grinta non manca!
Tuttavia, tali vetture non sono molto vendute in Russia, in quanto la fabbrica non ha certo le dimensioni della Lada, ma anche perchè pare che l' affidabilità sia davvero relativa; in questo le attuali ZAZ rimangono disprezzate come quelle di prima....addirittura, c'è chi dice che non siano nemmeno delle auto (!!!) Come la polacca FSO, anche la ZAZ ha stretto accordi con la coreana Daewoo (da notare il marchio sulla foto della "Tavria"), producendo anche la "Lanos" e la "Nubira" su licenza. Sono state anche presentate versioni inedite della Tavria, come la "Slavuta" a tre volumi, ritratta nelle prime due foto in alto (e recentemente evolutasi, nel 2001, in una versione più "lussuosa", battezzata "Ladoga", nella terza e quarta foto in alto). La "Slavuta" (nome per il mercato interno, si suppone), comunque, mi ricorda molto la vecchia Renault "9"!
Tuttavia, questa Casa ucraina realizzò, fra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90, alcuni interessanti prototipi, mai entrati in produzione per i soliti motivi economici. Nelle due foto in alto, abbiamo il prototipo "Debut", realizzato nel 1988 dal NAMI, come già detto un istituto di design statale. Questa vettura (denominata anche "NAMI-0284") aveva il motore della "Tavria" 1100, e fu progettata per essere equipaggiata -forse un pò ottimisticamente...- con sospensioni pneumatiche regolabili in altezza e frizione a controllo elettronico. Il fondo della vettura era piatto per migliorare l'abitabilità, la carrozzeria era formata da pannelli in materiale plastico fissati su di uno space-frame, e l'aerodinamica era particolarmente curata, con un Cx di 0,23: non male per un'auto lunga appena 3,6 metri! Se solo l'avessero prodotta...
Fra il 1989 ed il 1990, il "NAMI" realizzò anche il prototipo di monovolume compatta nelle sei foto in alto, denominato "Kompakt", o anche "NAMI-0288". Anche qui il motore era quello della ZAZ "Tavria", in versione leggermente potenziata (56 cv, 155 km/h). Disegnata da Aleksej Ponomarev e Alexander Mironov, aveva alcune interessanti caratteristiche, come il serbatoio piazzato sotto i sedili anteriori per guadagnare spazio e il gruppo motore/assale anteriore in un solo modulo per facilitare la produzione robotizzata, e fu realizzata anche in una versione alimentata ad idrogeno, con un'autonomia di 170 km. Nemmeno questa vettura (che venne fra l'altro esposta a Tokyo e perfino a Bologna, nel 1992!) entrò mai in produzione: un peccato, perchè non era dissimile dalle odierne piccole monovolume come Hyundai "Atos" e similari!
In alto, un'altra piccola utilitaria, non direttamente prodotta dalla ZAZ, ma equipaggiata con un suo motore. Si tratta della "Mishka" (in russo "piccolo orso", nelle quattro foto in alto, compresa una simpatica versione pick-up), una minicar che verrà prodotta dalla russa ASM Holding in collaborazione con l'americana "Venture". Nelle intenzioni del produttore, quest' auto, con carrozzeria in materiale plastico su di uno "space-frame" in acciaio, dovrebbe essere la vettura "di massa" nazionale, semplice ed economica: forse lo è anche troppo...Tale vettura sarà motorizzata, oltre che con il motore della ZAZ "Tavria", anche con un piccolo bicilindrico diesel prodotto dalla GAZ, con una potenza di circa 30 cv. E' prevista anche una versione a combustione ibrida (motore benzina+elettrico).
In alto, altre versioni della ZAZ "Tavria": nella prima foto, la versione furgone, e, nella seconda e terza foto, la "Dana", versione station wagon che però non è mai entrata in produzione, e che ha delle preoccupanti analogie -a partire dal nome- con la nostra "Duna"...Nella quarta e quinta foto, invece, la nuova versione della "Tavria", con il frontale ridisegnato, che entrerà in produzione nel 2003-2004. Non sarebbe un' idea malvagia -nel caso in cui la Casa ucraina, in un lontano quanto molto ipotetico futuro, dovesse costruire delle auto di qualità "occidentale"- cambiare il nome del Marchio: ve lo immaginate, dire "Ho una ZZAZZ' ", senza che gli amici si scompiscino dalle risate (o, se vi va bene, senza che vi chiedano "che ...ZZ... di auto è")?
Ma probabilmente anche i bambini -compresi quelli russi- saprebbero dirvi a quale altro veicolo è paragonabile una "ZZAZZ" (vedi foto sopra)...di sicuro se la ridono dalla disperazione soprattutto loro, che su quelle macchine ci viaggiano da anni!
![]() |
Alcune foto tratte da www.a-r.ru , http://sovavto.cjb.net , www.motorbase.com , http://auta5p.hyperlink.cz/ , http://www.traubergs.lv , http://auto.whatodo.ru , http://tavria.autoua.net/hist.htm
