LADA - seconda parte

(Clicca QUI per ritornare alla prima parte)

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Prototipi vari (anni '70 e '80)

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Se pensate che la Lada, in oltre 30 anni di attività, abbia realizzato solamente la versione russa della nostra Fiat "124", la "Niva" e la "Samara", vi sbagliate di grosso! Già dopo l'introduzione della "Zhighuli", nel 1970, si cominciò a progettare nuovi modelli, che per un motivo o per l'altro non entrarono mai in produzione. Nelle prime due foto in alto, abbiamo la Lada "1101 Cheburashka " del 1971, una piccola due volumi di 897 cc. a trazione anteriore, di linea molto simile alla Honda "N-600"; notare le portiere, che mi sembrano le stesse della Fiat "128". Il gruppo motore/cambio era totalmente inedito (successivamente venne anche realizzata una versione 1100 da 55 cv), le sospensioni anteriori erano di tipo McPherson, mentre lo sterzo era di derivazione ZAZ.  Con lo stesso motore venne allestito, nel 1973, anche il piccolo fuoristrada nella terza foto, denominato "11011 Autoroller", che venne però stroncato da un membro del Politburo, Kirilenko, il quale, durante una dimostrazione ufficiale, ebbe a dire: "Non assomiglia a un'auto, ma come giocattolo è troppo costoso per mio nipote"... 

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Nel 1976 fu realizzata la vettura nella prima foto in alto, la "1101 Ladoga", sempre di 900 cc. a trazione anteriore e con una linea -molto moderna per l'epoca-  che anticipava in parte la Lada "Samara". Nemmeno io ero a conoscenza di questi veicoli fino a poco tempo fa! Queste foto sono tratte da http://autovaz.tlt.ru/authors/ , dove sono presenti anche altri veicoli (spesso non proprio automobilistici...) progettati nel tempo dalla Lada, fra cui le versioni a propulsione elettrica della "Zhiguli", della "Samara", della "Oka" e persino della "Niva"! Nella seconda foto, un altro prototipo della fine degli anni '70, probabilmente denominato "1105" o "1106": purtroppo non ho trovato nessuna informazione su quest'auto, ma in qualche modo dovrebbe avere a che fare con le già citate "Cheburashka" e "Ladoga". 

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Un altro capitolo poco conosciuto è rappresentato dai motori rotativi Wankel. A partire dagli anni '70, parecchie case automobilistiche e motociclistiche hanno sperimentato questo tipo di motore: fra queste sono da citare Mazda, NSU, Comotor-Citroen, Suzuki, Van Veen, Norton e molte altre (oltre alle moto sovietiche Motoprom e Rotor, rimaste allo stadio di prototipo). Anche la Lada studia un proprio motore Wankel, e nel 1980 produce 250 "Zhiguli" dotate di un propulsore rotativo monorotore da 70 cv (nelle prime due foto in alto, una "Zhiguli" ed il primo motore Lada Wankel monorotore). Le vetture erano esternamente identiche alle vecchie "Zhiguli", ma sotto i cofani si trovava una parte elettronica estremamente avanzata per l'epoca: una sofisticata centralina analizzava i dati relativi all'apertura dell'acceleratore, alla posizione e alla velocità del rotore, regolando di conseguenza l'accensione; inoltre c'era un sistema che iniettava automaticamente liquido antigelo alle basse temperature. A questa prima unità segue un birotore con potenza attorno ai 130 cv (terza foto), montato anche sulla "Samara" versione polizia. Addirittura, sono state state realizzate delle GAZ-Volga con motore Lada-VAZ a tre rotori da 210 cv (quarta foto)...ma pare che in qualche caso si siano raggiunti anche i 280 cv!

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Tutte queste vetture sono state destinate all'utilizzo da parte di organi di polizia come il KGB ed il GAI (quest'ultimo era un potente organismo burocratico/operativo, paragonabile alle nostre Polstrada e Motorizzazione messe assieme), oltre che alle competizioni; dal '97, però, sono state rese disponibili anche per i privati. La vita di questi motori, a causa della scarsa qualità dei materiali russi, si aggirava attorno ai 20.000 km (!), e spesso i Wankel venivano sostituiti con dei normali 4 cilindri Lada: i motori rotativi, per avere una durata accettabile, devono avere elementi di tenuta in materiali speciali, e le leghe d'alluminio prodotte in Russia, a malapena adatte ai motori normali, sono del tutto inadeguate a questo tipo di propulsore. E' come cercare di costruire un motore d'aereo utilizzando il bronzo delle monete antiche...Ancor oggi, la Lada continua (forse un pò ostinatamente) la sua ricerca sui Wankel, montandoli sulla recente "110" e su velivoli ultraleggeri: in alto, due foto della Lada "110 Super Tourism" dotata di motore Wankel birotore (utilizzata più che altro nelle gare nazionali).

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Vediamo ora alcuni prototipi degli anni '80. Nelle prime due foto in alto, un prototipo di monovolume del 1982, decisamente aerodinamico e futuristico. Nella terza, quarta e quinta foto, un altro prototipo di monovolume (1988), ma più corto e con sole tre porte: per certi versi ricorda la recente Toyota "Fine-N", realizzata nel 2003! Naturalmente, queste due moderne monovolume non vennero mai prodotte: altra dimostrazione di eccellente ingegno mal supportato da un apparato produttivo imponente ma disorganizzato.    

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La vettura nelle prime quattro foto in alto, mai entrata in produzione, non fu realizzata direttamente dalla Lada, bensì dalla "Dragon Motor", un istituto di ricerca situato a Leningrado (oggi S. Pietroburgo). Realizzata fra il 1983 ed il 1985, fu battezzata "Laura Kaliakra", ed era una coupè sportiva a trazione anteriore, equipaggiata con il motore 4 cilindri della Lada "Zhighuli-2105" (1458 cc, 77 cv), abbinato ad un cambio di derivazione ZAZ "968" invertito di 180 gradi per adattarlo alla trazione anteriore; la carrozzeria era in fiberglass su di un telaio tubolare in acciaio. Fu costruita con carrozzeria a due o tre volumi. Nella quinta foto, invece, un altro prototipo di coupè realizzato nel 1980 dall' Istituto di ricerca "KADI" di Kharkov, in Ucraina (vedi anche la pagina sulle auto da record sovietiche), battezzato "KADI-15": come la "Laura Kaliakra", aveva sempre uno space-frame in tubi con carrozzeria in fiberglass, ed un motore 1500 cc. di origine "Zhighuli", da 85 cv. Il progettista si chiamava Nikolay Semenenko; l'auto pesava 650 kg, e toccava i 200 all'ora.  

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Sempre dallo stesso istituto di ricerca, uscirono i due prototipi in alto. La "Oxta" (prime cinque foto; nell'ultima, un poliziotto sovietico osserva con curiosità il prototipo...), realizzata nel 1987, era una interessante e moderna monovolume a 7 posti basata sulla meccanica della Lada "Samara" 1500: l' aerodinamica era particolarmente curata, con un Cx pari a 0,28, inoltre i sedili anteriori potevano esser girati di 180 gradi, come sulle più moderne monovolume europee. Due anni dopo, con la stessa meccanica, fu anche realizzato un prototipo di cabriolet, nella sesta foto. Oggi la Dragon Motor produce in piccola serie fuoristrada speciali su base UAZ (vedi pagina).

 

Modelli recenti

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Nel 1990-91, la fabbrica di Togliattigrad realizzò il prototipo nelle due foto in alto: la "Katran 1.6i", una coupè sportiva a due posti. Fu realizzato un modello in scala reale, che poi fu testato nella galleria del vento e sottoposto ad alcune modifiche. Alcuni dettagli erano interessanti per l'epoca, come i finestrini divisi in due parti e le linee tese e slanciate. Purtroppo la mancanza di fondi ne impedì l'entrata in produzione, ma da tale vettura sarebbe comunque derivata il primo modello Lada dell'era post-comunista (in verità, con un'estetica assai più anonima): la "110". 

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       Nel 1995, viene, appunto, presentata la seconda generazione di Lada a trazione anteriore: la serie "110", realizzata in collaborazione con la nostra Italdesign. La vettura ha (o meglio, aveva, visto che ormai è nettamente superata...) un design nettamente più moderno rispetto alle vetture precedenti (anche se ricorda le "Vectra" e "Toledo" prima serie, a mio parere), e viene presentata anche con dei nuovi motori a 16 valvole, nonchè con un potente 2.0 Opel da 150 cv (Lada 110 GTI).  In alto, la versione 1.5 "base" 3 volumi, la versione "hatchback" (Lada "112"), e la GTI 2.0 (ed anche una versione GTI battezzata "Yellow Shark", simile al primo prototipo "Katran"). Tuttavia,  i soliti problemi economici ed organizzativi ne faranno slittare la produzione ad oltre due anni dopo (anzi, se consideriamo che la progettazione è iniziata nel 1990...fate un pò voi i conti), e solo con motori otto valvole (sostanzialmente quelli della Samara, vettura sulla quale la 110 è in gran parte basata); nuove invece le sospensioni posteriori, indipendenti a doppio braccio invece che ad assale semi-rigido. 

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   Le prime versioni -GTI a parte- avevano notevoli problemi qualitativi (vedi la pagina "Come vanno le auto dell' Est"), ma con il passare del tempo la situazione è andata migliorando. Della serie "110" (in alto a sinistra, la station-wagon "111") sono stati effettuati, fra le varie versioni, numerosi restyling della calandra, ad esempio quello nella seconda foto (Lada "112 16V", Salone di Mosca 2000). Nella terza foto, una versione allungata (Lada "111 Premier"), e, nella quarta foto, un' ancor più lunga limousine (Lada "Konsul")....una limousine su base Lada? Evidentemente, c'è chi se la compra...(??). 

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Un'altra variante della "110" è la coupè nelle prime tre foto in alto (realizzata però da un "tuner", e non direttamente dalla Lada): dotata del motore Opel 2.0, ha un aspetto piuttosto anni '80, ma abbastanza piacevole (a parte l'orribile ed enorme scritta "Coupè GT" sul baule dell'esemplare bianco: quanto a buon gusto, ne hanno da fare di strada, i russi...). Nella quarta foto, una versione rally.

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Ma la novità più importante della Lada è sicuramente la nuova versione della "Niva". Nelle prime tre foto in alto, le foto dei primi prototipi, realizzati fra il 1997 ed il 2000, con un frontale differente. Purtroppo, anche se con innumerevoli migliorie al telaio, la meccanica di base è la stessa di prima,  ovvero il vecchio 1.7 di origine Fiat provvisto di iniezione. Nella quarta foto, la versione pick-up, che sarà disponibile anche con la sola trazione posteriore. Nella quinta foto, invece, la versione definitiva, appena entrata in produzione e venduta con il marchio Chevrolet (!), in seguito all accordo fra la General Motors e la Casa russa. 

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Dalla "Niva" è stata ricavata anche la "Nadeshka" (prima foto in alto), una monovolume a trazione integrale. La vettura è interessante, ma è stata presentata nel 1996; a distanza di sei anni dalla presentazione (nel momento in cui scrivo), nonostante monti una meccanica ben conosciuta, è ancora in una fase di produzione pre-serie (alla faccia dell'efficienza...). La linea inizia ad invecchiare visibilmente, e difatti la vettura è stata parzialmente ridisegnata (seconda, terza, quarta e quinta foto). Non per niente, il nome di quest'auto, in russo, significa "speranza"...e, in effetti, la speranza che entri prima o poi in produzione è l'ultima a morire! Nella sesta foto, invece, la versione taxi. 

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Nelle prime due foto in alto, un altro interessante prototipo: la Lada 111 "Tarzan", una sport-utility su base "111", ma con meccanica "Niva". Anche qui il discorso è identico: la vettura è interessante, molto di più rispetto alla 110 "normale", e potenzialmente adatta al pubblico europeo (in particolare alle zone montane), ma la meccanica è sempre "stagionata". Inoltre, farebbero bene a cambiare il nome, a dir poco bislacco... Nella terza foto, la "111 Stayer", sempre a trazione integrale, ma votata all'uso stradale, e dotata di motore Opel 2.0 da 150 cv (decisamente meglio).    

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       Al Salone di Mosca 1999 è stata presentata la "Calina" (in Russia "1119"), vettura basata sul consueto motore 1.5 da 71 cv della "Samara"; davvero piacevole nell'estetica, segna un nettissimo passo avanti rispetto alla 110. Nelle prime tre foto in alto, la versione due volumi e la coda della tre volumi. Nelle ultime due foto in alto, invece, due rare immagini dei primi prototipi di questa vettura, scattate in Russia nel 1996 durante dei test invernali. La vettura, però, invece che "Calina", aveva lo strano nome di "Lotta"...nel senso che era una lotta farla funzionare a dovere, forse?

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Insieme alla "Calina", nel '99 è stato presentato anche un prototipo di auto elettrica, la "Rapan" (prime tre foto in alto). Questa concept-car è assolutamente particolare, e persino futuribile nella linea; fa un pò impressione pensare che, mentre veniva ideata e realizzata dai tecnici che la circondano in foto, dalle catene di montaggio Lada continuavano a uscire, imperterrite, le vecchie Fiat 124 di trent'anni fa...! Nella quarta foto in alto, invece, un prototipo di motore Lada 2.0 bialbero 16 valvole, atteso da tempo: non si sa tuttavia quando (e soprattutto se...) potrà entrare in produzione.

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In alto, infine, altri prototipi di microcar studiati dalla Lada: nelle prime due foto, la "Gnom", e, nella terza e quarta foto, la "Elfi", entrambe con il motore 650 della "Oka" (ma sono state realizzate anche con motorizzazione elettrica). Tutte e due sono piuttosto interessanti, anche se l'esemplare arancio nella prima foto non ha certo un look da berlina di lusso (anzi, è meglio sorvolare...)!

 

Le ultime realizzazioni

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E, per finire questa lunga carrellata sulle Lada, ecco alcune recenti realizzazioni, fra vetture destinate alla produzione effettiva e semplici prototipi. La Lada "Roadster" (in alto), presentata nel 2000, è una bella e compatta roadster sulla base della "Calina", disegnata in  collaborazione con il prestigioso carrozziere svizzero Franco Sbarro, e spinta da un motore 2 litri 16 valvole capace di portarla ad oltre 200 km/h. Può passare da spider a coupè in pochi attimi, grazie ad un tetto rigido ad azionamento elettrico simile a quello utilizzato dalla Mercedes "SLK" o dalla Peugeot "206 CC". 

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Stesse caratteristiche tecniche per la contemporanea "Peter Turbo", prime tre foto in alto  (chiamata così in onore dello zar Pietro il Grande, segno dei tempi che cambiano in Russia), dotata però di un motore sovralimentato, e con un design che riprende in parte le soluzioni adottate sulla "Rapan". La "Roadster", pur ricordando un pò un'analoga concept-car della Opel (Casa con cui la Lada ha una collaborazione tecnica, e della quale utilizza i motori su alcune versioni della "110"), è decisamente grintosa, così come più la radicale (e votata al ruolo di show-car) "Peter Turbo". Se venisse prodotta, sarebbe un bel prodotto "d' immagine" per la Casa di Togliattigrad. 

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Della "110", invece, oltre ad altri progetti di restyling ("110-M", nella prima foto in alto, e "110-M4, presentata nel 2002 e con i fari della nuova "Niva", seconda foto in alto), è stata presentata anche la coupè con portellone (ultime quattro foto in alto). A volte basta poco per migliorare una vettura non proprio bellissima e renderla un pelo più attraente...peccato che sia ancora un prototipo. Comunque, verrà prodotta anche con un 1800 cc. da 107 cavalli.

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Al Salone di Mosca 2001, è stata presentata quella che dovrebbe essere la versione definitiva della Lada "Calina". Oltre alle versioni due e tre volumi (prime tre foto in alto) e station-wagon (quarta e quinta foto), è stata presentata anche una monovolume compatta (sesta foto); motorizzate con motori 1500 ad 8 oppure 16 valvole fino a 95 cv di potenza (sempre derivati dalla "Samara"), hanno un design perfettamente in linea con le attuali tendenze, e sarebbero potenzialmente in grado di riscuotere un buon successo (sempre se ben costruite...  ;-). Purtroppo, anche qui mancano i fondi per la produzione: a meno che non ci siano investitori pronti a finanziare l'industrializzazione di questo modello, l'entrata in produzione è prevista addirittura per il 2006-2007!

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Una delle novità più importanti per la fabbrica di Togliattigrad sarebbe stata (scrivo al condizionale, perchè anche tale auto, dopo un iniziale lancio in pompa magna, non verrà prodotta) la sostituta della storica "Zhighuli": la "2151", nelle cinque foto in alto (la prima mostra il prototipo in fase di allestimento), presentata un anno esatto dopo la "Calina". Tale vettura mantiene della precedente "Zhighuli/124" l'intero gruppo motore/trasmissione, con il vecchio 1.7 monoalbero a catena da 84 cv (rinnovato con l'iniezione) e la trazione posteriore. Tale vettura sarebbe quindi risultata meno costosa per i Russi rispetto ai modelli a trazione anteriore, ed anche per la facilità di riparazione ci sarebbero stati dei vantaggi, senza contare che in alcune zone della Russia la clientela preferisce la trazione posteriore. Tutta nuova invece l'estetica, e nuove anche le sospensioni, di fattura ben più moderna rispetto al vecchio progetto Fiat anni '60. 

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Al Salone di Ginevra 2002, invece, è stata presentato il prototipo Lada "Karat" (prime tre foto in alto), che potrebbe sostituire la piccola utilitaria "Oka" (il condizionale è d'obbligo: è ancora un prototipo non marciante). Non credo che monterà il bicilindrico 650-750 della "Oka": al giorno d'oggi, un motore così piccolo basterebbe a malapena a far funzionare il climatizzatore....La "Karat" non è l'unico progetto di futura "citycar" Lada: nella quarta, quinta e sesta foto, abbiamo la nuova "Oka 1121" (stranamente, è la stessa denominazione di un prototipo del 1988...), lanciata al Salone di Mosca 2003. Più lunga e larga rispetto alla precedente "Oka", se ne prevede un'ampia gamma con motori da 750 a 1500 cc, a due, tre e quattro cilindri. Manco a dirlo, non se ne prevede la data esatta di produzione. Comunque, con il 1500 cc, potrebbe essere un discreto "peperino"!   

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Ci sono inoltre progetti per una nuova vettura di classe superiore (Lada "3116", prime due foto in alto) e per un altro minivan (terza, quarta e quinta foto). A volte penso che farebbero meglio a far funzionare bene le vetture già in produzione, piuttosto che realizzare una miriade di prototipi che -nella maggioranza dei casi- non verranno mai prodotti...

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Lo stesso dicasi per la nuova "media"  nelle sei foto in alto: la "Status", o anche "2170", lanciata al Salone di Mosca 2003. E' una profonda evoluzione della nota "110": carreggiata e lunghezza sono state aumentate, e la parte anteriore e posteriore sono completamente nuove. Inoltre, il motore sarà un 1800 cc. a 16 valvole da 107 cv. L'unico problema è che la Casa dichiara che tale auto (ancora allo stadio di prototipo) sarà destinata a competere nella stessa categoria della BMW serie 5 e dell'Audi A4...con tutto il rispetto per un'auto che in teoria potrebbe anche essere onesta, forse è meglio che a Togliattigrad si facciano una bella doccia fresca!!!!!!

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Ma non è tutto. La Lada non si fa scrupolo di partecipare in forze alle competizioni nazionali, con vetture spesso piuttosto ben elaborate: un esempio è la vettura nelle prime due foto in alto, la Lada "112 1600 Super Rally", realizzata in collaborazione con il "tuner" TMS, e capace di oltre 200 cv....

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...per non parlare della "barchetta" nelle quattro foto in alto, dotata della stessa meccanica, ma in posizione centrale: la Lada "Revolution 2", sempre sviluppata con la TMS. In questo caso, la potenza sale a 215 cv, e, grazie al peso contenuto in 650 kg e al cambio a sei marce, le prestazioni sono fulminanti. Non c'è che dire: il nome è pienamente azzeccato, questa macchina rappresenta veramente la "rivoluzione russa" nel campo delle "barchette"  sportive!

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 Tutte queste vetture (in alto, la "Roadster" sulla copertina della rivista russa "5 Koleso"), sono la dimostrazione che a Togliattigrad hanno sviluppato un ottimo "senso dello stile", cosa alquanto rara fra le Case dell' ex-URSS. In conclusione, tutto dipende dalla volontà effettiva dei dirigenti di far diventare la Lada una una Casa "seria" e con prodotti affidabili (di recente la Casa è stata condannata al pagamento di una notevole somma di danaro, per aver duplicato, a fini fiscali, il numero di telaio su oltre mezzo millione di auto prodotte...detto tutto). La Lada -che ora si chiama ufficilmente "AvtoVaz"- è attualmente nell' "orbita" di Boris Berezovskij, potentissimo uomo d' affari perennemente impegnato in oscure manovre di potere, nonchè "nemico n.1" del presidente Putin (anche lui non certo uno stinco di santo, come ex-funzionario del KGB...), e sospettato addirittura di essere la "mente oscura" di diversi omicidi di Stato (un pò come lo è stato considerato un nostro politico italiano di nome Giulio, basso, curvo e con delle grandi orecchie...). Come dire che quest' uomo, se vuole, della Lada ne può fare una fabbrica di kalashnikov o di matrioske di legno. 

Speriamo che, nella sua infinita bontà, non faccia nulla del genere...altrimenti i russi, oltre alla "Zhiguli", cosa altro potranno comprare?

Alcune foto sono tratte dal SOVAUTO WEBSITE di Gleb Smirnov e dalla OLDTIMER AUTOGALLERY di Andrei Bogomolov

  

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