VOSTOK

Generalmente, quando sentiamo parlare di "moto russe", pensiamo a delle moto tutt'altro che veloci, e mai ci verrebbe in mente di associare moto del genere al mondo dei Gran Premi. Ed invece, per quanto possa sembrare incredibile, sono esistite anche moto sovietiche che hanno partecipato al Motomondiale! La storia delle Vostok -così si chiamavano queste moto (in alto, un'immagine della "S-565" a 4 cilindri)- è assolutamente interessante, e ho deciso di dedicarle una pagina intera dopo aver scoperto altre notizie su queste moto, praticamente sconosciute in Occidente. 

 

Gli inizi

vostokS2B.jpg (11958 byte)  vostokS2B-engine.gif (13962 byte) ifa250gs.jpg (40943 byte) ifa250gs-eng.jpg (36199 byte)

Nel 1942, mentre la guerra era ancora pienamente in atto, venne fondato, nella città di Serpuchov (70 km da Mosca), un centro di ricerca chiamato in seguito "Vniimotoprom", ovvero "Istituto scientifico per la produzione motociclistica". Questo centro lavorava per le maggiori Case motociclistiche russe, realizzando prototipi di vario genere. Ma un'attività importante era appunto la produzione di moto da competizione. I primi modelli (S1-B 125, S2-B 250 ed S3-B 350) derivavano da alcune DKW da corsa, requisite dai Sovietici insieme agli stabilimenti della Casa tedesca: in alto (prime due foto, compreso uno spaccato del motore) vediamo appunto la "S2-B" di 250 cc (1950), 40 cv per 175 km/h. Nella terza foto, invece, vediamo la tedesca IFA "250 GS" del '48, anch'essa a cilindro sdoppiato, ma con pistoni contrapposti e compressore (quarta foto). Da tale moto, anch'essa derivata da una DKW, derivò una serie di "cloni" sovietici prodotti a Serpuchov che gareggiarono nelle gare russe per tutti gli anni '50. 

  vostokS155.jpg (8062 byte) s254.jpg (28213 byte) S-254_moto_WEB.jpg (10120 byte) vostokS555.jpg (6603 byte) s354engine.jpg (20882 byte)

Successivamente, i due tempi con compressore di derivazione tedesca progettati durante la guerra vennero abbandonati, allorquando l'URSS decise di partecipare alle gare internazionali. Debuttò così una nuova serie di moto a quattro tempi: nella prima foto in alto, la "S-155" monocilindrica di 125 cc; nella seconda e terza foto, la "S-254" bicilindrica di 250 cc, e, nella quarta foto, la "S-555" di 500 cc, sempre bicilindrica. La "S" stava semplicemente per "Sport" o "Serpuchov", ed il marchio dell'epoca era "SKEB" (solo in seguito, per i modelli a 4 cilindri, si sarebbe adottato il nome Vostok, che in russo significa semplicemente "Est"). Tutte furono disegnate dal progettista Evgenij Matiushin, ed avevano distribuzione bialbero comandata da alberelli e coppie coniche (nella quinta foto, il motore della successiva "S-358"), nonchè telai ispirati ai famosi Norton "Featherbed"; nonostante ciò, possono venire considerate le prime moto da competizione di concezione completamente sovietica.

s354side.jpg (35694 byte) vostok-s358.jpg (6008 byte) s358old.jpg (12683 byte) vostok-s259.jpg (8688 byte) s360ravald.jpg (19516 byte)

Durante gli anni '60, tali moto vennero completamente rinnovate, e furono equipaggiate con nuove testate a doppia accensione, nonchè con un nuovo cambio a 6 rapporti. In alto, abbiamo le "S-358" (prime tre foto, raffiguranti versioni diverse) ed "S-259" (quarta foto), sempre bicilindriche bialbero, rispettivamente con 48 e 50 cv di potenza max. Nella quinta foto, invece, una "S-360" guidata dal pilota italiano Alfredo Ravaldini durante una gara del Campionato sovietico (tale moto fu realizzata in collaborazione con la Jawa, in base ad un trattato di collaborazione sportiva con l' URSS). In tutte queste moto, la prima cifra indicava la cilindrata, e le ultime due l'anno di costruzione (ad esempio, "S-259" indicava la 250 cc del 1959). Nel 1961 arrivò il primo podio in una gara internazionale ad Helsinki: il pilota Nikolai Sevostianov (un capitano dell'Armata Rossa che avrebbe legato per anni il suo nome alle moto sovietiche) ottenne il terzo posto su di una "S-360". Successivamente, iniziò l'avventura nel Motomondiale: al GP della Germania Est del 1962, sempre Sevostianov ottenne il quinto posto nella classe 250 ed il sesto nella 350: risultati non certo esaltanti, ma erano pur sempre qualcosa per delle moto russe al loro debutto internazionale!

SKEB2.jpg (15160 byte)  SKEB1.jpg (32693 byte)

Delle "S" bicilindriche, fu realizzata anche una versione 500 (due foto in alto), ottenuta semplicemente sovralesando il motore 350. Con questa moto (sempre di stretta derivazione Jawa), Sevastianov giunse quarto nel GP della Germania Est 1964, dietro Mike Hailwood (MV), Mike Duff (Matchless) e Paddy Driver (Matchless). Stesso risultato in Finlandia, questa volta dietro Jack Ahearn (Norton), Mike Duff (Matchless) e Gyulya Marsovzky (Matchless). Ma in quello stesso anno, i sovietici spinsero più in alto la sfida, lanciando la prima moto sovietica a quattro cilindri!

 

Le Vostok a 4 cilindri: i "missili sovietici" per il Motomondiale

VOSTOK1.JPG (18082 byte) Image381.jpg (22477 byte) vostok-left.jpg (20157 byte) vostok-s364engine.gif (14095 byte) vostok-s364engine-head.gif (18815 byte) vostok-eng.jpg (31768 byte) vostok-eng2.jpg (6325 byte)

La Vostok "S-364" (prime tre foto in alto) era, per l'appunto, una 350 quattro cilindri bialbero con cambio a 6 marce (nelle ultime quattro foto, alcune viste del motore), capace di 59 cv (dichiarati) per 230 km/h di velocità max (clicca qui per leggere i dati relativi a tutte le Vostok da corsa). Al GP di Finlandia, Endel Kiisa stupì tutti con un terzo posto (il primo ottenuto da una moto russa nel Motomondiale), dietro le due Honda ufficiali guidate da Jim Redman e Bruce Beale! L'anno successivo, al GP d'Austria, Endel Kiisa rimase a lungo in prima posizione, prima di doversi ritirare -a un chilometro dal traguardo!- per problemi meccanici. In Cecoslovacchia, Sevostjanov conquistò un altro podio, dietro Jim Redman su Honda e Derek Woodman su MZ. Questi risultati, assolutamente incoraggianti (specie considerando che le gare disputate erano quasi sempre limitate ai Paesi del blocco comunista), avrebbero dovuto stimolare il Governo sovietico a finanziare lo sviluppo della moto: invece, incredibilmente, i fondi vennero tagliati, e nel 1966-67 non venne disputata nemmeno una gara del Mondiale.

    VNIImotopromC-56519651m.jpg (20380 byte) kiisa68.jpg (21705 byte) niko682.jpg (17694 byte) vostok-matchless.jpg (13337 byte) Vostok42.jpg (24286 byte)

Nel 1968, le Vostok riapparvero sulla scena del Motomondiale, questa volta nella massima categoria, la 500: la nuova moto era siglata "S-565" (cinque foto in alto: nella seconda e terza foto, Endel Kiisa e Nikolaj Sevostianov durante il Gp di Imatra in Finlandia; nella quarta foto, la Vostok è la prima da sinistra col numero 11, accanto a due Matchless). Rispetto alla "S-364", la "S-565" era nuova nella ciclistica, con un telaio più rigido, e, soprattutto, nel motore, aumentato a 494 cc. e dotato di una nuova testata a tre valvole per cilindro (una di ammissione e due di scarico); la potenza era di 80 cv per 250 km/h di velocità massima. La Vostok "S-565" , pur essendo sempre fortemente ispirata alle italiane MV Agusta, fu quindi la massima espressione tecnologica dei Sovietici per quanto riguarda le moto. Al GP di Finlandia, l'unica gara disputata, Sevostjanov ottenne un onorevole quarto posto dietro ad Agostini, Findlay e Marsowszki. Il 1969 fu l'ultimo anno di partecipazione al Mondiale per le moto sovietiche. Unico risultato, un modesto decimo posto nell'unica gara disputata, in Germania Est; la nomenklatura sovietica, che non aveva mai realmente sostenuto il progetto, tagliò definitivamente i fondi per lo sviluppo delle Vostok, che continuarono a gareggiare, negli anni seguenti, in gare minori in URSS e nei Paesi confinanti. 

vostok-motb.jpg (61172 byte) vostok-motb2.jpg (16527 byte) P3181925.jpg (32022 byte) motoball.jpg (27661 byte)

Dopo l'avventura mondiale delle Vostok a quattro cilindri, la "Vniimotoprom" ritornò a moto assai meno sofisticate, principalmente destinate alle competizioni nazionali in diversi ambiti (continuando nel contempo la realizzazione di prototipi per altre case: vedi). Una chiara dimostrazione di ciò sono le moto ritratte nelle prime tre foto in alto: le Vostok 250 da "motoball", uno sport molto diffuso in Russia, praticamente una sorta di calcetto...fatto con le moto! E' uno sport che, almeno fino alla caduta del comunismo, ha riscosso un notevole successo: si poteva arrivare addirittura a 30.000 spettatori per gara (quarta foto)! Le moto erano davvero ridotte ai minimi termini, avevano un motore monocilindrico a due tempi da 34 cv, ed un cambio a due sole marce, con selettore a destra e a sinistra (per facilitare i dribbling!). Rispetto alle quattro cilindri, era come passare dall'altare alla polvere...Nei primi anni '90, la "Vniimotoprom" ha dovuto fare i conti con la crisi successiva al crollo dell' URSS, al punto da non riuscire nemmeno a rifornire di ricambi le squadre nazionali. Oggi  non è più attiva nel settore motociclistico, e recentemente è stata privatizzata e riconvertita ad altri usi.

In definitiva, le Vostok a quattro cilindri (in alto, un'altra immagine della "S-565") verranno ricordate come le uniche moto russe veramente moderne e quasi a livello della tecnologia occidentale: potenzialmente avrebbero potuto anche ambire a risultati notevoli, considerando che, oltre ad MV, Gilera, ed Honda a quattro cilindri, il parco moto del Campionato Mondiale dei primi anni '60 era composto più che altro da vecchie monocilindriche inglesi. Sfortunatamente, era una sfida persa in partenza: in fondo, le Vostok non avevano il sostegno economico di una corrispondente produzione di serie, ed erano più un elemento di propaganda per lo sport sovietico nel mondo che non un progetto con un obiettivo a lungo termine. Tant'è vero che lo stessa nomenklatura comunista che l'aveva sostenuta come "bandiera nazionale", tagliò repentinamente i fondi per tutto lo sport motociclistico (come, del resto, per tutto ciò che non era inerente all'ambito militare e difensivo in URSS). Un altro simbolo del contraddittorio "orgoglio sovietico" era caduto.

Alcune foto tratte da http://moto.zr.ru , http://www.dlc.fi/~kakeh/ , e da "Motociclismo"

 HOMEPAGE