UNA "ZAZ" IN...PUGLIA!

by Raffaele - Lecce (un mio conterraneo :-)

Correva l'anno 1982 ed al sottoscritto, allora di anni 19 e fresco di patente, fu concesso dallo zio di guidare la mitica ZAZ 968M  per una trentina di chilometri, precisamente sul percorso Porto Cesareo - Lecce.
Me lo ricordo come se fosse ora! Con qualche apprensione mi sedetti al posto guida: La 968M di mio zio era arancione con interni in sky nero, senza appoggiatesta (sempre a Lecce ce n'erano, incredibilmente, anche delle altre, NdR). Il colore arancione della carrozzeria invadeva anche l'abitacolo: parte della plancia e delle portiere erano con lamiera "a vista". La plafoniera di illuminazione interna non era collegata con le portiere, quindi se qualcuno voleva vederci qualcosa di notte, era  necessario accenderla tramite il relativo interruttore. Il sedile di guida era però abbastanza comodo, anche se non perfettamente allineato con il volante. Quest'ultimo era di bakelite nera, di grande diametro e finissimo, tanto che se lo stringevi forte ti cacciavi le unghie nelle palme delle mani!
Messa in moto con chiave, se ricordo bene, al centro della plancia e levetta tra i sedili "uso Fiat 500".
Brummm! A colpo! E via!


Lo sterzo era piuttosto "evanescente" e si capiva subito che il 70%, almeno, del peso gravava sull'asse posteriore: un po' di vento laterale e diventò subito molto difficile andare dritti! Il rumore era elevato, ma non fastidiosissimo. Anche l'accelerazione non era proprio da buttar via. Per il cambio, tutt'un altro discorso. La leva era a cloche, con un'astina di metallo che finiva con un pomello piccolissimo nero, a forma conica, di non più di 1,5 - 2 cm. di diametro, che si adattava al palmo della mano come un salamino tagliato a metà: I calli alle mani, dopo un po', erano assicurati! In più era con innesti molto duri e contrastatati, complice una frizione dolcissima ma per niente progressiva. Andare dritti, come dicevo, era molto difficile,  per il vento e l'estrema leggerezza dell'avantreno. La macchina "tirava" a destra come una pazza, i freni (4 tamburi), facevano quello che potevano, ma non davano molta confidenza ed il pedale era piuttosto "spugnoso". Una particolarità: c'era una spia rossa che si accendeva ogni volta che si pestava sul pedale del freno, accessorio di cui nessuno ha mai capito l'utilità...... Forse per ricordare che si stava frenando? Il molleggio delle sospensioni, invece, era più che accettabile e contribuiva a mantenere un confort di bordo passabile. La stabilità era vicina allo zero, ma in quanto a tenuta di strada, pur con un comportamento sovrasterzante fino all'ostinazione, in curva si riusciva a seguire, bene o male, le altre macchine.


Quando scesi dalla ZAZ, lei mi salutò con un sonoro "creack" delle cerniere della portiera.

  

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